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Marcia del Creato: «Iniziativa destinata a crescere»

«Un'iniziativa destinata a crescere in futuro, per dar vita ad un'intensa e articolata azione culturale di sensibilizzazione, con particolare attenzione alla promozione e valorizzazione delle tradizioni artistiche, storiche e ambientali del nostro Abruzzo». L'assessore regionale Donato Di Matteo ha commentato così il successo ottenuto con la seconda Marcia per il Creato, organizzata dalla Direzione Parchi della Regione Abruzzo con la collaborazione del Parco Regionale Sirente-Velino, il CAI Abruzzo e il Corpo Forestale dello Stato.

{{*ExtraImg_214925_ArtImgRight_300x192_}}La marcia è partita dal convento francescano di Santa Maria di Valleverde in Celano - città che ha dato i natali a Frate Tommaso, primo biografo di San Francesco - e ha attraversato i territori montani di Aielli, Collarmele, Gagliano Aterno, con sosta in località Baullo, luogo del miracolo dell'acqua operato dall'Assisiate, per terminare nel convento di San Francesco a Castelvecchio Subequo, dove è conservata la reliquia con il sangue delle stimmate di San Francesco, e ha visto la partecipazione di circa 300 persone provenienti da varie località dell'Abruzzo.

La marcia si inserisce nel novero delle varie attività che si stanno portando avanti nell'ambito del più ampio progetto denominato "San Francesco d'Assisi, custode del Parco regionale Sirente-Velino", i cui principali obiettivi coincidono con la volontà di riscoprire le decine di conventi e monasteri che furono costruiti in quel territorio nonché di sensibilizzare l'opinione pubblica al rispetto della natura e della biodiversità in generale, così come Francesco d'Assisi già trattava nel suo Cantico delle Creature.

{{*ExtraImg_214926_ArtImgRight_300x192_}}Fra centinaia di partecipanti, si è registrata la presenza dei rappresentanti di associazioni ambientaliste, di tutela del patrimonio storico architettonico e culturale, dell'associazione Nazionale Alpini, Croce Rossa Italiana e di molte altre organizzazioni. La marcia si è protratta per nove ore e neanche un violento nubifragio ha rallentato il cammino dei partecipanti, i quali hanno raggiunto senza fatica la meta finale a Castelvecchio Subequo.