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Provocazione Expo in scena a L’Aquila

Blitz all’Aquila in chiave Expo per richiamare l’attenzione sulla ricostruzione. Quattro banner giganti sono stati posizionati sulle impalcature che circondano lo storico edificio della scuola elementare ‘De Amicis’, in piazza San Bernardino, nel centro storico del capoluogo abruzzese, con la scritta, richiamante per colori e forme il logo di Expo Milano 2015, ‘L’Aquila – Itaglia dal 2009‘.{{*ExtraImg_214756_ArtImgRight_300x199_}}La provocazione è dell’artista esplicitista Pep Marchegiani, che ha voluto una mostra collettiva, dal titolo ‘L’Aquila Expo’, che ha l’obiettivo di «ravvivare il ricordo e stimolare le istituzioni a fare qualcosa di utile». Su invito di Marchegiani, altri due artisti hanno posizionato le proprie opere nel centro storico dell’Aquila.

{{*ExtraImg_214757_ArtImgRight_300x450_}}Oltre alle opere di Marchegiani, un lungo filo rosso con tanti nodi è stato posizionato nel piazzale della basilica di Collemaggio. L’idea è dell’artista Massimo Desiato, che vuole così rappresentare i tanti nodi ancora da sciogliere o i nodi della burocrazia italiana. In via San Bernardino, inoltre, è stata installata una riproduzione gigante dell’opera ‘Gli invisibili’ di Fabiola Murri.

I banner 3×1 sono vicini ad uno striscione in cui si legge ‘[i]21 giugno 2009. Due città scendono in piazza per Amiche per l’Abruzzo: L’Aquila-Milano'[/i]. Con questa opera Marchegiani mette in parallelo due città: «L’Aquila, che dopo cinque anni non ancora riesce a risorgere e a risollevarsi», e Milano, che il prossimo anno ospiterà l’Expo. «Il paragone con l’Expo di Milano – spiega Pep Marchegiani – è nelle cifre: servono 10 miliardi di euro per ricostruire la storia e la dignità di una città di 70mila abitanti, ma l'”Itaglia” investe 11,8 miliardi di euro per realizzare una fiera. La domanda è: perché?».

{{*ExtraImg_214758_ArtImgRight_300x199_}}Marchegiani commenta, inoltre, la decisione, annunciata dal sindaco Massimo Cialente, di esporre la Bolla di Celestino V all’Expo di Milano, «per riaccendere i riflettori». «Ma se così non fosse – dice Marchegiani – sarà come accompagnare le spoglie dell’Aquila per l’ultimo viaggio e celebrare a Milano il funerale del capoluogo abruzzese».

«L’Aquila – aggiunge Marchegiani – è stata fondata nel 1200 per volere delle popolazioni locali di essere aquilane. L’Aquila è stata distrutta dal terremoto del 2009 e, come allora, gli aquilani la rivogliono, ma per volontà di alcuni sorridenti squali L’Aquila giace ferita nel corpo. Per fortuna, però, non è ferita nello spirito. L’Aquila è la regina d’Abruzzo ed è per questo che l’abbiamo scelta come palcoscenico per le nostre opere. Perché il futuro di questa città, la sua rinascita, può e deve partire anche dall’arte e dalla mobilitazione degli artisti locali».

Quindi l’appello alla mobilitazione. «Invito tutti i cittadini aquilani – sottolinea Massimo Desiato – a tagliare il filo e a conservare i ‘nodi della burocrazia’ in tasca, per ricordarsi di non accettare più compromessi». «’Gli invisibili’ all’Aquila – afferma Fabiola Murri – perché sono contro la globalizzazione dell’indifferenza, per il ripristino della facoltà d’indignazione; per L’Aquila».

LE PROVOCAZIONI DI PEP MARCHEGIANI – L’attacco artistico all’Aquila arriva dopo gli ultimi blitz promossi da Pep Marchegiani: il 7 gennaio, a Firenze, nell’ambito dell’iniziativa denominata “FùRenze”, decine di riproduzioni in chiave esplicitista del David e dozzine di copie del curriculum europeo di Michelangelo, aggiornato al 2014, hanno invaso le vie della cultura, per sensibilizzare sul rilancio dell’arte contemporanea; lo scorso 8 febbraio, invece, il viale che porta alla Reggia di Caserta è stato tappezzato di cartelli con la scritta ‘Vendesi’, mentre lo storico ‘Rustico da ristrutturare di ampia metratura con annessi terreno e fontana’ è finito anche sui principali portali per le compravendite immobiliari, con l’obiettivo di criticare il decadimento del patrimonio culturale e artistico italiano; il 20 marzo l’artista ha vietato simbolicamente l’accesso ai disabili al Ponte di Calatrava, ribattezzandolo Ponte della vergogna; il 13 giugno, infine, Marchegiani ha posizionato agli ingressi dell’Ilva di Taranto e nei punti principali del capoluogo jonico migliaia di alberelli profumati ‘Ilva magique’ per sensibilizzare sul tema dell’inquinamento nella città dei due mari.

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