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Notte della Chimera: il lampo e il tuono di una fantasia

di Gioia Chiostri

Nello specchio di noi stessi, un tuono improvviso. L’Anima si rianima. Rifugge dai lacci della costrizione spaziale e temporale. Si libera. La Marsica s’è guardata dentro: un lampo, come d’incanto. I passi del passato passati fra le pareti di un palpito di popolo riappacificato. I Marsi. Le memorie. I momenti. Le mode. Una chimera fra i cieli d’agosto. Una rondine che torna a casa, con l’occhio di falco sul futuro.

{{*ExtraImg_214584_ArtImgRight_300x228_}}Lina Wertmüller, Chimera D’Oro alla Carriera, scelta come ‘supermadrina’ dell’evento stellare. «Io amo l’Abruzzo e non posso non amare anche la Marsica, sua costola artisticamente procace. Sono felicissima di essere qui stasera. Sulle donne marsicane dico questo: le vedo bene, aggressive e determinate. L’importante è che non lo siano troppo. Inoltre lancio un invito ai giovani di oggi: ritagliatevi il lavoro dei vostri sogni e fatelo. Il lavoro si inventa, non si aspetta». Il ricordo di Avezzano per la sceneggiatrice e regista Wertmüller è legato al terremoto tremendo del ’15. «Da stanotte lo intreccerò al simbolo della Chimera. E dell’albeggiante rinascita delle arti mai dimenticate».

Credere. Credersi. Crederanno. Accadrà. Il filo a doppio strato di un’idea, quella lavorata a mano, con le dita passionali di una fede inconsulta, abbisogna dell’ago più appuntito per insinuarsi meglio in una terra raffreddata dalla disperazione. ‘La Notte della Chimera’, ieri sera, ha dato tasto e testo, praticamente, del suo primo volo alare, sorvolando i cittadini del popolo marso in una serata di gran gala, ubriacata dallo charme della musica dal vivo, magistralmente suonata dall’Orchestra ‘Marco dall’Aquila’, diretta altrettanto magistralmente dal maestro Jacopo Sipari, originario di Pescasseroli. Una coda d’agosto senza eguali per una città, come quella di Avezzano, che nel suo ventre ha già visto cadere molti figli: attività industriali e artigianali smorzate per un tempo di crisi sovraccarico.

{{*ExtraImg_214585_ArtImgRight_300x280_}}Una coda d’agosto calda, accogliente. Intrigante. Dalle ore 18 e 30 del tardo pomeriggio in poi, gli occhi ignari si sono trovati dinanzi ad un’esplosione. Il tuono e il lampo di un incanto: il festival delle Arti ha avuto il la dal Red carpet posto proprio all’ingresso del ristrutturato Parco Ex Arssa: un gioiello verdeggiante «ridonato agli avezzanesi grazie alle energie della Regione – così il primo cittadino di Avezzano, Gianni Di Pangrazio, elegantissimo per l’occasione – Questo è un primo passo per la città capofila della Marsica. E’ una dimostrazione e, insieme, un risultato. L’amministrazione, assieme alla Provincia, alla Regione e all’associazione culturale Adsumus Quoque ha praticamente vestito d’incanto il nome di Avezzano e del popolo marso. Un grande evento: quest’altro anno punteremo ancora più in alto. Il mio obiettivo è quello di realizzare di nuovo la settimana marsicana, che per i giovani di oggi ha quasi il sapore di una leggenda. Coinvolgere le parrocchie, i quartieri della città, risvegliare quegli umori sopiti di un tempo e ricondurli in questo presente. Non esiste un popolo senza la propria notte incantata. E i marsi l’hanno finalmente trovata. Questo è un evento in grado di dare un nuovo simbolismo ad Avezzano. La chimera rappresenta la Marsica intera: bisogna portare avanti le tradizioni nel solco del futuro; e proprio nel futuro vi sarà un protocollo di intesa fra Comune di Avezzano, Consiglio regionale con l’assessorato all’agricoltura in prima linea e popolo marso. Investire sulla cultura non è mai sbagliato».

{{*ExtraImg_214586_ArtImgRight_300x222_}}Mai giunti in terra marsa i presentatori della serata d’inaugurazione, Justine Mattera e Marco Bellavia, che ai microfoni de [i]IlCapoluogo.it[/i] così hanno commentato ieri sera la loro emozione: «Prima volta nella Marsica, c’è una bella energia di fondo. Le prime impressioni sono tutte positive, senza dubbio. Questa è l’edizione zero, noi praticamente battezzeremo l’evento come presentatori. E’ un grande onore e una bella sfida, dato che non abbiamo mai formato una coppia di timonieri nemmeno in TV. Stasera ci sono molti ospiti importati, che ritireranno moltissimi premi e riconoscimenti, confezionati ad hoc per loro. Inoltre, a partire da questa sera, conosceremo l’arte più a fondo, perché molto spesso se ne sente parlare, la si vive magari in vitro, ma non la si comprende a fondo. Invece l’arte va vissuta così, a nostro avviso, su un palco, premiata e prodotta all’improvviso. Primo passo per la riscoperta della Marsica artistica. Primo passo per Avezzano verso l’Olimpo delle città più conosciute per eventi e bellezze».

{{*ExtraImg_214587_ArtImgRight_300x223_}}Emozionato per l’occasione il presidente della Provincia aquilana, Antonio Del Corvo. Sue le parole di plauso e d’orgoglio per la realizzazione della tre giorni di festa dedicati all’arte e alla cultura. Di corcine, attività produttive al collasso, ma «noi istituzioni, adesso, rivedremo il nostro sistema economico, perché è innegabile che le industrie si stiano volatilizzando, poco a poco. Per i prossimi decenni, non potremmo più contare su questa struttura produttiva industriale, per un motivo molto semplice: per arrivare, nelle nostre zone, alla parità dei costi di produzione che oggi si hanno in Cina o in Asia, ci vorranno decenni. Una sfida quasi impossibile. Aspettiamo, dunque, che oltreoceano adeguino i loro costi di produzione ai nostri o forse è meglio imboccare un’altra strada? Quindi al via con la revisione fatta di: ritorno al settore primario, innanzitutto e valorizzazione del settore terziario, in secondo luogo. Nella provincia aquilana, ad esempio, non esiste nemmeno un tour operator, e questo è una vergogna. Bisogna investire nel turismo, l’Abruzzo poi è una spilla di diamante sulla veste tricolore; più posti nel terziario, ecco la mia sfida».

Affascinata dalla terra marsicana la protagonista e attrice di ‘Le tre Rose di Eva’ su Canale 5, Elisabetta Pellini (premio Chimera D’Oro per Cinema e Fiction). «Prima volta anche per me nella Marsica. Ciò che percepisco è un’aria molto genuina, bella ed energica. Io sono un po’ un gatto, mi fregio di percepire le energie di fondo di un luogo. Avezzano ha tutti i crismi per diventare un punto di vedetta del Centro-Sud dell’Italia. Durante il viaggio che ho compiuto per venire qui, ho intravisto dei borghi stupendi, è un posto che merita molto». Molte le fan marsicane per la bella attrice bionda. «La più emozionata sono io – ammette – ricevere la Chimera D’Oro è un sogno e un grande riconoscimento. Il maestro Jacopo Sipari è un mio grande amico, inoltre: sono molto contenta di essere venuta qui, a trovarlo nella sua ricca terra. La Notte della Chimera è un buon modo per parlare di arte. Un giusto compromesso fra talento e show. Questa sera, confesso, non tornerò a casa con il mio autista ma mi farò raggiungere dal mio fidanzato in modo da poter godere assieme a lui, attraverso un giro turistico, questa zona meravigliosa». Germano Di Mattia, in bianco, ha solo parole sgorganti dal cuore per la prima notte di perla della Marsica: «Emozionato, entusiasta, ma energico. E’ la prima volta che la Marsica guarda sé stessa approdata a lidi lontani. In fondo, stasera, si premia il talento natio volato in alto. Io sono nato ad Avezzano e, anche se vivo a Roma, porto questa città sempre nel mio cuore. Una notte con personaggi del mondo dello spettacolo giunti nella Marsica per la prima volta: una scoperta (o riscoperta) da entrambi i sensi. I cittadini potranno vedere i loro beniamini dal vivo e i loro beniamini potranno godere dal vivo di una terra fantastica. Risveglieremo le coscienze a colpi di musica e arte. La vita è un’onda di energia che si propaga di mente in mente».

Volto sereno e voce altrettanto carismatica quella dell’assessore alla cultura di Avezzano, Gabriele De Angelis. «Personaggi ‘insoliti’ fra le montagne Marsicane: un bel connubio, mi viene da dire. Stasera premiamo il talento, la bravura e le perle rare della nostra Marsica. Puntiamo a far scoprire, attraverso eventi del genere, la nostra magnifica terra. L’Arte e la cultura in generale dovrebbero essere una materia prima da plasmare per ottenere guadagno, visibilità e, perché no, anche lavoro. Il nostro evento ha come scopo principale quello di riaprire il Parco dell’Arssa: un regalo che la Regione ha inteso farci. La villa Torlonia è adattissima alla realizzazione di eventi di questo tipo. Incrociamo le dita per questa tre giorni e speriamo che questa chimera voli il più lontano possibile». Dello stesso parere, il vicesindaco del comune di Avezzano, Ferdinando Boccia: «La notte della Chimera, la sua edizione zero, è soltanto la premessa di qualcosa di più importante. Si punterà a riproporre, dopo tantissimi anni di distanza, la cosiddetta settimana marsicana. Questa, allora, prevedeva una settimana di grandi eventi: ogni sera veniva condita da una salsa diversa, da un umore diverso, ma benigno. Ecco: si parte da tre sole notti e si arriverà a gustarne sei di fila in futuro».

Premio Chimera D’oro per la mission ambientale a Giovanni Corbetta, direttore generale di Ecopneus: «Non è la mia prima volta nella Marsica, lo ammetto, nonostante il battesimo generale di stasera. Ho già avuto modo di fare la conoscenza di Avezzano. Il mio premio, questo meraviglioso riconoscimento, si può riassumere in una frase: fare un lavoro in cui si lascia un futuro molto migliorato di come si è trovato. Il nostro obiettivo, è quello di far sparire da tutta l’Italia gli pneumatici abbandonati, che sono forieri poi di grossi problemi. Per evitare, tout court, che devastino l’ambiente o quel poco d’ambiente che rimane. La nostra è un’attività che il legislatore ha impostato tre anni fa, quindi siamo di nascita molto recente. Eppure, siamo riusciti a raccogliere dei grandi successi in termini numerici. Il lavoro è divenuto qualcosa in più. Una fede. Qui ad Avezzano e in ogni occasione, il messaggio che conduco con me è sempre lo stesso: l’ambiente va curato e anche con alta priorità; non dev’essere uno degli ultimi pensieri. Dal cittadino che butta il mozzicone di sigaretta per terra, alle grandi realtà industriali, tutti devono correre la corsa al miglioramento ambientale. Ci vuole riflessione di fondo, e quale miglior occasione di un festival della cultura, che è il prodotto dell’intelligenza umana? Stamattina ho aperto le tende della mia camera d’albergo: ho visto un paesaggio spettacolare: tutelarlo dovrebbe essere il nostro mantra quotidiano. La Marsica è una zona ambientalmente piacevole e va custodita». Ecopneus si è attivato anche in Terra dei Fuochi, quindi una zona altamente rischiosa dal punto di vista dello sfacelo ambientale. «Lavoriamo con molto impegno lì da due anni circa e siamo intervenuti su invito del Ministero dell’Ambiente. Noi siamo una società consortile che non ha fini di lucro, quindi, se riesce a fare delle efficienze, ha poi delle disponibilità da mettere a disposizione laddove il Ministero ritiene più opportuno. Abbiamo dimostrato che anche in una terra così complicata, è possibile non solo raccogliere questi quantitativi di pneumatici abbandonati, ma cercare di convincere la gente a non buttarli più e di consegnarli a noi direttamente. Inoltre, siamo riusciti a produrre delle realizzazioni utili con il derivato della lavorazione dello pneumatico; si possono fare campi di calcio, impianti sportivi, realizzazioni in generale che beneficiano il cittadino doppiamente: innanzitutto si toglie dalla strada un rifiuto e poi lo si trasforma in qualcosa di utile alla società».

Lino Guanciale, attore di spiccata origine avezzanese, premiato con la Chimera D’Oro per il Cinema e la Fiction, così commenta la serata di debutto della Notte della Chimera: «Torno ad Avezzano in un luogo in cui, durante la mia adolescenza, non ero mai stato. Il Parco ex Arssa, rimesso a nuovo, è fenomenale. Spero che diventerà uno spazio aperto e accessibile a tutta la cittadinanza di Avezzano al più presto. E’ un bellissimo gioiello verde e merita di essere vissuto appieno. Ho lavorato lontano dalla mia terra per molto tempo, questo è vero, anche perché qui, purtroppo, non c’è possibilità, diciamo, di fare tutto ciò che si vorrebbe fare. La mente e l’animo hanno bisogno di spazi ‘altri’, ma con me ho portato Avezzano: io posso dire, a posteriori, di essere cresciuto in una città che all’epoca era uno dei luoghi ideali. Adesso è un po’ di meno a misura di giovane, però spero che l’amministrazione cambi verso a questa tendenza. Il teatro di Avezzano, inoltre, ha buone possibilità. Sono stato una volta nell’impianto come spettatore e, fatti dei correttivi tecnici, potrebbe divenire un bellissimo posto di lavoro. Contentissimo del festival, un primo passo verso un futuro artistico e culturale migliore». Elegantissima anche la madrina della memoria, l’attrice di teatro Franca Di Cicco. Un volto che dice tanto, un sorriso che salva lo spirito.

Battuta finale per il presidente dell’Associazione ‘Adsumus Quoque’ a capo della Notte della Chimera, Antonio Di Legge: «Ci troviamo di fronte ad una Rinascenza in piena regola. Avezzano e la Marsica intera potranno cominciare a sognare da questa notte la loro chimera speciale: quella di avere un evento unico e culturale che la farà riconoscere alla Nazione. La Notte della Chimera deve diventare un contenitore per eventi variegati, un calendario di appuntamenti imperdibili in grado di portare turismo nella nostra bella terra. Molti marsi premiati: ciò significa che il talento c’è. Il premio, inoltre, è una chimera d’oro a tutti gli effetti, ma fusa in un vetro, quindi eterna». La chimera era il simbolo che il popolo marso aveva sullo scudo-corazza antico. Un ritorno indietro con la lanterna del passo in avanti. Il presidente del Consiglio Regionale, Giuseppe Di Pangrazio, intercettato, aggiunge: «Parco Arssa riconsegnato nelle mani dei cittadini grazie alla volontà soprattutto regionale. Il presidente della Giunta, di concentro con gli assessori, si stanno impegnando in merito. La mia volontà, senza dubbio, c’è tutta ed è quella di rendere questo meraviglioso parco accessibile alla popolazione marsicana. La mia idea di fondo, inoltre, è quella di liberare Parco Torlonia e crearvi la prima Pinacoteca marsicana. Questo diventerà un paradiso terrestre. La Notte della Chimera, invece, può raggiungerla qualifica di brand che darà riconoscibilità al territorio marsicano e, perché no, anche alla Regione Abruzzo».

{{*ExtraImg_214588_ArtImgRight_300x334_}}Chimera D’Oro, alla moda alla stilista Maria Celli; premiata per il Teatro, l’attrice Fioretta Mari, per la Poesia e Letteratura, Hernan Huarache Mamani e Nicola Mastronardi, per la Musica da Film, Umberto Scipione, per la Musica Lirica, il soprano Micaela Carosi, per la Musica pop, gli Audio 2 (Giovanni Donzelli e Vincenzo Leomporro). Chimera D’Oro per la regia a Riccardo Milani e per il cinema e la fiction a Elisabetta Pellini e Lino Guanciale. La docente Giuliana Conforto premiata con la Chimera D’Oro per le ricerche nell’universo dell’Astrofisica. Chimera D’oro per il sociale alla giornalista Milena Kaneva. Chimera d’oro per la danza a Mario Marozzi. Menzioni speciali, invece, per

Monica Scattini (miglior film girato in Abruzzo ‘Parenti Serpenti’) e per Andrea Roncato (sua la magistrale interpretazione nel cortometraggio ‘E poi…Vola’). Al direttore d’orchestra Jacopo Sipari, la Chimera D’Oro per l’innovazione musicale.

Non ultimo il volto noto della Beneficienza. Il ricavato dalla ‘cena solidale’ e dalle offerte degli ospiti marsi, andrà all’associazione Onlus ‘Sorridendo’; presente la timoniera Mary Calvi che annuncia: «La nostra è un’associazione che dà dignità a bimbi disabili emarginati e lasciati sul ciglio della strada della vita. La loro è una diversità meravigliosa, piena, ricca che ogni hanno vince la battaglia con la vita. Due anni fa abbiamo acquistato un pulmino attrezzato per ogni tipo di diversità e l’abbiamo donato ad un’associazione che si chiama ‘Cora’ che ‘tutela’ nove ragazzi diversamente abili; ognuno di loro ha una diversità diversa e li abbiamo aiutati ad inserirsi nella società. Hanno fatto con il pulmino il loro primo viaggio e sono andati a Barcellona con gli amici: uno sprazzo di normalità. Quest’anno ,invece, abbiamo dato la possibilità a 19 ragazzi diversamente abili di una casa famiglia, che non ne hanno una poiché abbandonati alla nascita proprio perché disabili, di esibirsi e suonare davanti ad un pubblico di 1400 persone nello studio 10 di Cinecittà Studios, grazie al ‘Sorridendo Film Festival’. Sono stati classificati come maestri d’orchestra a tutti gli effetti. E’ bastato chiudere gli occhi per sentire che la loro diversità era invece una risorsa. Ora hanno strumenti musicali di loro proprietà, donati dalla nostra associazione».

{{*ExtraImg_214589_ArtImgRight_300x223_}}15 minuti di applausi per l’orchestra Marco dall’Aquila, diretta dal maestro Sipari, con musiche orchestrate dal maestro Angela Bruni. Standing ovation. Come dicevamo all’inizio di questa favola bella di Rinascenza, ieri sera si è assistito ad un’esplosione, ma in senso buono. La via dell’identità di un popolo con la propria natura è tracciata dal destino, senza dubbio. Ma la via dell’identità di un popolo con la propria storia – cristallizzata nella memoria generazionale – deve e dovrà essere tracciata dalle mani congiunte di un padre con quelle del proprio figliol prodigo.

Le parole del vescovo di Avezzano Pietro Santoro, a fine spettacolo, ricuciono anni di dramma: «Ai tempi del principe Torlonia, all’ultimo posto della scala sociale c’erano i cafoni, per dirla con le parole di Silone e della sua Fontamara. Restituire il palazzo principesco alla città di Avezzano come bene pubblico e comune, forse, è qualcosa di più che una conquista presente. Significa restituire un omaggio di pietà ai poveri cafoni di Silone e della nostra patria antica».

Non c’è animo che regga la sfida con il sé stesso colmo di gioia. Ieri notte, sono piovute stelle. Ai posteri, un’incantata esperienza.

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