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Perdonanza 2014, la protesta silenziosa del M5s

Il Movimento Cinque Stelle ha esposto uno striscione di protesta nei pressi di piazza Duomo, a L’Aquila, in occasione dello storico Corteo della Bolla della Perdonanza Celestiniana, giunta alla 720esima edizione. «[i]Santo che suda per la vergogna[/i]», si legge nello striscione, sul quale sono state stampate, accanto al logo del movimento, due immagini delle spoglie di Celestino V.

L’iniziativa era stata preannunciata, ieri, dalla senatrice aquilana del Movimento 5 Stelle Enza Blundo, che aveva manifestato l’intenzione di partecipare al corteo «non con i politici, ma accanto ai cittadini» e la presenza di uno striscione del Movimento 5 Stelle «perché alla comunità aquilana va chiesto perdono e va resa giustizia per chi ha subito abbandono e soprusi di ogni genere. Giustizia per le numerose denunce presentate e inevase, per le contraddizioni di un’amministrazione sorda alle proposte dei cittadini e chiusa nella sua burocrazia. Quando questo avverrà, la città avrà giustizia e potrà perdonare».

«Sono evidenti – ha spiegato la senatrice – i segni di sacrilegio sulla città, sebbene vi sia un inizio di ricostruzione, per questo sfileremo silenziosi dopo aver atteso l’arrivo del corteo in Piazza Duomo, perchè siamo ben consapevoli che l’abdicare di Celestino non fu viltà, bensì un gesto di grande onestà e responsabilità. Considero la Perdonanza realmente un patrimonio immateriale di pace ed è di fondamentale importanza soprattutto in questo tempo di conflitti diffusi e di stragi in atto; ed è vero che non può esserci Pace senza Giustizia e Perdono, ma si perdona chi lo chiede con cuore ben contrito. La silenziosa dimostrazione che faremo auspico sia un monito per quanti persistono nella collusione, continuando a permettere speculazione e affarismo».

LA LETTERA DI PRECISAZIONI DI UN CITTADINO

Riceviamo e pubblichiamo integralmente la lettera ricevuta da un cittadino, il dottor Francesco Minazzi, in merito al corteo della Bolla Celestiniana dello scorso 28 agosto e allo striscione di protesta esposto dal Movimento 5 Stelle in occasione della manifestazione.

[i]«Egregi Lettori, Egregio Direttore del Capoluogo.it,

scrivo la presente in relazione ad un precedente articolo apparso su questa testata, in merito alla protesta del Movimento 5 Stelle, capitanata dalla Senatrice Blundo, svoltasi in occasione del Corteo della Bolla della Perdonanza Celestiniana.

Come testimoniato dai media, alcuni esponenti del partito hanno srotolato uno striscione di protesta, a Corteo iniziato, ponendosi dinanzi ad alcuni dei visitatori, che avevano preso posto lungo Corso Federico II, tra cui il sottoscritto. Non serve sprecare parole sulla legittimità della protesta e sul sacrosanto diritto di esercitarla, garantito dalla Costituzione Repubblicana, mentre lascio ad altri commentatori esprimersi sull’inopportunità o meno del gesto in una simile ricorrenza, in quanto il giudizio politico non mi compete.

Ciò che, invero, mi preme rimarcare è l’estraneità della maggior parte di coloro che si trovavano dietro lo striscione, me compreso, rispetto all’iniziativa del Movimento 5 Stelle: quest’ultimo era, infatti, rappresentato solo da alcuni di coloro che tenevano in mano lo striscione medesimo, tra cui la Senatrice Blundo. La precisazione è scevra da ogni polemica, s’impone semplicemente poiché il sottoscritto ed altri sono stati fotografati diverse volte e ripresi anche dalle telecamere del TG regionale dietro lo striscione: la qual cosa può indurre a pensare che sostenessimo la protesta o facessimo parte del partito in questione. Al contrario, il sottoscritto è di un colore politico completamente diverso ed anche altri dei presenti hanno inteso dissociarsi, pertanto colgo l’occasione per prendere le distanze dalla loro, ancorché legittima, manifestazione.

Peraltro, ho successivamente letto sulla pagina facebook della Sen. Blundo che non sarebbe stata dagli organizzatori del Corteo consentita o individuata una posizione più congrua ai protestanti. Non so se sia vero e a chi appartengano le eventuali responsabilità della scelta, tuttavia la cosa ha creato disagio a coloro che, arrivati sul posto più di un’ora prima, si sono ritrovati dietro questo striscione. Non a caso, dopo inizialmente tenui proteste per mancanza di visuale, vi è stato qualche diverbio più acceso con i rappresentanti del M5S: una signora ha dovuto lasciare il Corteo poiché i suoi bambini erano visibilmente più bassi dello striscione, non riuscendo a vedere i figuranti passare, altre due persone di bassa statura, invece, ad un certo punto hanno dovuto porsi davanti allo striscione per vedere bene.

Ciò di cui, purtroppo, mi dolgo è la lesione dell’immagine della città. Molte delle persone insieme a me dietro quello striscione non erano aquilane: provenivano da Roma e dal Nord Italia, lamentando di non riuscire a godere la vista del Corteo senza impedimenti e con tranquillità, fino a discutere animatamente con i grillini medesimi. Da aquilani, la cosa non può che recarci dispiacere, perché fornisce una pessima immagine di L’Aquila e dei suoi cittadini e – immagino – il disturbo, le polemiche e la maleducazione non hanno reso un buon servizio neanche alla protesta.

Si dice che l’esperienza sia una buona maestra: confido, dunque, che in futuro si saprà meglio conciliare l’esercizio del diritto di protesta in modo opportuno con il sereno svolgimento delle belle manifestazioni aquilane.

Vi saluto cordialmente».

Dott. Francesco Minazzi[/i]

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