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L’Aquila, panchine dalle nostre macerie

di Giovanni Baiocchetti

Da rifiuti a panchine e banchi. Un esempio di come le macerie del terremoto del 2009 dell’Aquila possano essere utilizzate per abbellire la città del futuro a costo zero.

{{*ExtraImg_214021_ArtImgRight_300x225_}}I ragazzi di Viviamolaq, associazione del capoluogo abruzzese che raccoglie volontari aquilani e non, stanno lavorando in un’aiuola di viale Nizza, proprio di fronte all’ingresso del Dipartimento di Scienze Umane dell’Ateneo aquilano. Il laboratorio, che rientra nel cartellone degli eventi della Perdonanza Celestiniana, prevede la realizzazione di un ambiente attrezzato con sedute e banchi che possa facilitare l’aggregazione e la fruizione dell’area. Si lavora per recuperare un’area parzialmente dismessa e renderla di nuovo viva, in modo differente dal passato. La realizzazione prevede l’utilizzo di gabbie metalliche per l’arredamento esterno da riempire, appunto, con le macerie trattate degli edifici aquilani, fornite da Comune e Asm e rivestite, poi, con cuscini di legno. Su questi ultimi, in un secondo momento, verranno scritte, con il colore bianco, frasi celebri di poeti, filosofi, artisti e scrittori.

{{*ExtraImg_214022_ArtImgRight_300x225_}}«Il laboratorio è aperto a tutte le realtà cittadine: giovani, studenti, artisti, associazioni o semplici cittadini, ed è un’occasione di divertimento, approfondimento culturale, dialogo e riflessione sulla città», spiegano gli organizzatori. Venerdì l’inaugurazione ufficiale.

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