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Docce gelate AntiSla anche nella Marsica

di Gioia Chiostri

La doccia fredda che scalda l’umore tormentato dal malanno. Una secchiata d’acqua ghiacciata al giorno sta quasi togliendo di mezzo la mala informazione. Sì, perché in un momento storico come questo, dove tutto corre senza freni sul web e in cui Facebook è diventato, a tutti gli effetti, il migliore amico dei geni incompresi, basta uno schiocco di meningi per rendersi popolari e poliglotti, accumulando click. Non parliamo di virus nel senso più meschino del termine, ma di quello positivo e propositivo, che ha in sé il dolce succo della solidarietà più viva. Ice Bucjet Challenge è una sorta di tormentone estivo che al posto di una canzoncina melodica suona la melodia del cambiamento del mondo virtuale, ma con un pizzico di goliardia in più nelle vene.

Molte le polemiche. Pochi gli assegni. Italia paese di fanatici. Protagonismo. Finta solidarietà. [i]Virtual fake[/i]. Tanti i fan quanti gli haters. Tante le facce bagnate sul grande schermo blu, quanti i sopraccigli inarcati a mo’ di disapprovazione. Eppure, a Trasacco, ridente cittadina marsicana, non ci si è fermati alla frontiera del luogo comune. Sindaco, prete, vicesindaco, fotografo e una parte della popolazione hanno deciso di aderire, in un pomeriggio d’agosto, all’iniziativa; stringendosi le mani in un sodalizio solidale e lasciandosi praticamente annegare da ettolitri di acqua a temperatura sotto zero.

{{*ExtraImg_213856_ArtImgRight_300x192_}}Il gesto extreme è stato ideato dal vicesindaco Guido Venditti, il quale, raggiunto telefonicamente di primo mattino, ha commentato il tutto in questo modo: «Anche i cittadini si sono fatti travolgere da questo tormentone solidale. Il bonifico è stato inviato ieri mattina. In piazza abbiamo posto, dettati dal gioco dell’improvvisazione, dieci di secchi d’acqua gelata e abbiamo, noi dell’amministrazione e della parrocchia, invitato i compaesani a lasciarsi andare in questa pazza gara di solidarietà. Il tutto è stato fotografato dal tenace obiettivo di Antonio Oddi, che ringrazio personalmente. Ognuno ha donato ciò che voleva, ovviamente prima di beccarsi una bella scarica d’acqua sulla testa. Trasacco è forse un faro, uno dei primi comuni, se non il primo in Abruzzo, che ha abbracciato questo fenomeno virale. Nel paese, abbiamo avuto due casi, ahimé, di persone che sono morte a causa di questa malattia, anche giovani, fra l’altro. Come amministrazione, abbiamo vissuto da vicino questa tragedia tremenda e, contro le varie polemiche spuntate in rete, posso dire solo che quando un gesto è finalizzato ad uno scopo così immenso, quale la ricerca per la vita, tutte le questioni negative e le lamentele dovrebbero solo sprofondare. È la scienza che deve pensare a difendere parte della vita. La scienza e la fede. L’altro ieri poi, ossia il giorno dell’attuazione del piano giocoso ma solidale – continua Venditti – era anche una giornata fresca, quindi la temperatura di certo non ha aiutato i cittadini divertiti ma coscienziosi. Si partiva da una cifra minima di 5 euro da donare: ovviamente siamo andati incontro anche alle tasche ‘variegate’ delle famiglie. Spero che gli altri comuni possano penderci come esempio guida. La Marsica intera dovrebbe farsi una bella doccia fredda e donare, donare, donare».

Il primo cittadino, Mario Quaglieri, medico di professione, ha sottolineato invece come in un 2014 così sofferente e carente di risorse, «ci sia bisogno di sensibilizzare ancora di più. Io sono prima di tutto un medico, quindi conosco bene la malattia degenerativa trattata. La ricerca va incentivata e, proprio perché non ci sono altri modi, è la donazione che deve fungere da Cavallo di Troia. Nelle altre nazioni occidentali, funziona così. Si pensi all’America, dove solo con l’amo della donazione si riesce a cogliere il frutto dello sviluppo. Il fine giustifica i mezzi, quindi: la doccia gelata è un semplice gavettone, alla fine; che trauma sarà mai! Noi a Trasacco abbiamo avuto due casi di morte per Sla. Una vittima aveva solamente 50 anni: un lutto tremendo per la nostra piccola cittadina. È una malattia maledetta: fino alla fine ti lascia la coscienza viva; fino alla fine si è praticamente lucidi in merito alla propria progressiva perdita di capacità e di attività. Quindi, proprio da Trasacco non può che giungere questo grido di rivalsa: incentivare la ricerca e la donazione, perché non si può chiedere aiuto solo quando il malanno ci tocca da vicino; bisogna attivarsi prima, quando si è in buona salute. La prevenzione è tutto».

{{*ExtraImg_213857_ArtImgRight_300x225_}}Non ultimo, il parroco del paese, Don Francesco, assolutamente trascinato dalla mania solidale. «Mi hanno proposto di fare questo gesto significativo e non potevo che accettare. Aiutare la ricerca e chi crede nella ricerca è l’azione più magnanima che si possa fare. Mia madre è morta proprio a causa di una malattia neuro-degenerativa e per me contribuire in questo modo, per una causa che supera fondamentalmente i nostri confini territoriali e mentali, è stato un obbligo. La doccia ghiacciata, di per sé, è un’azione che può macchiarsi di divertimento, goliardia e simpatia. Ma, come dice sempre Papa Francesco, bisogna scendere nelle piazze, scendere fra i giovani, scendere fra la gente e le loro idee. Le loro mode. Io spero vivamente che questo gesto possa sensibilizzare tutta la popolazione di Trasacco e far capire che la Ricerca con la r maiuscola, per molte malattie misconosciute, è tutto. La soluzione è lontana, senza dubbio. Ma le persone affette da questa malattia soffrono in continuazione». La religione si sposa con questo fenomeno virale attraverso il beneplacito di Papa Francesco, insomma. «Svegliamoci – dice ancora Don Francesco – dobbiamo cominciare ad apprezzare di più la vita: è un dono di Dio e va vissuta fino in fondo: con amore e adorazione». I fondi raccolti sono stati in tutto 200 euro. Certo un piccolo contributo, ma senza dubbio un grande segnale.

La SLA (Sclerosi Lateriale Amiotrofica) è una malattia degenerativa che offende circa 6000 persone solo in Italia. Le sue cause sconosciute e le sue conseguenze disarmanti – come la progressiva perdita della capacità di deglutire, di articolare la parola e di controllare i muscoli scheletrici – la lasciano considerare un mostro dall’orrendo volto mortifero. Negli ultimi tempi, sul web: vip, politici, presentatori, gente comune, sportivi, cantanti e quanta più umanità possibile si è vestita da moschettiere della causa da vincere e difendere e ha letteralmente inondato le pagine profilo di una doccia, gelata sì, ma anche rassicurante. Il gesto dovrebbe essere sempre, e si sottolinea l’avverbio sempre, accompagnato dalla firma di un assegno abbastanza consistente intestato ad una delle grandi e valide associazioni – prima fra tutte la Aisla – che fanno della lotta alla Sla il loro pane di vita quotidiana. Molti hanno reagito capovolgendo il tormentone ‘sveglia sonni inconsapevoli accaldati’, postando sul web la chiare cifre di un assegno autenticato, manifestando la loro disapprovazione riguardo la fredda doccia estiva e legittimando il gesto solo se corroborato da una prova video o foto della somma donata.

{{*ExtraImg_213858_ArtImgRight_300x192_}}Battaglia di carta. Battaglia per uno scopo, almeno. I mulini a vento si sconfiggono cambiando rotta ai propri tentativi, ammainati magari nella spiaggia misconosciuta di nessuno. Insieme, si fece la Rivoluzione. Assieme si fece, ancora, la Restaurazione, l’Unità italiana, l’Europea. Insieme si vince, ecco tutto. Contro i mali oscuri, non basta forse il sottile filo rosso dell’io sono presente. Serve altro. Eppure guardarsi nelle pupille e condividere la stessa lotta, a volte, può soverchiare un grande moto, quello che parte dal proprio egoismo azzerato per un bene al di là, gli altri. Uomini umanamente umanizzati. Il cammino della sensibilizzazione inizia sempre dalla staffetta di un’idea. Speriamo corra lontano.

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