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Stop a Stamina, cellule staminali sequestrate

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«Il direttore generale degli Spedali Civili di Brescia Belleri ha telefonato personalmente al papà di Noemi per avvisare che non sarà fatta l’infusione perché i Nas di Torino hanno sequestrato le cellule staminali». Lo ha detto Marino Andolina, vicepresidente di Stamina Foundation. Andolina, confermando il nuovo atto della Procura di Torino nell’ambito dell’inchiesta del procuratore Guariniello sulla vicenda Stamina, ha poi aggiunto che «le infusioni sono bloccate. Sembra che ormai sia reato ottemperare alle sentenze dei tribunali».

Il sequestro preventivo di apparecchiature e cellule staminali è stato disposto dal Tribunale di Torino su richiesta del pm Raffaele Guariniello. Lo ha confermato a Torino lo stesso magistrato. Il sequestro, secondo quanto si è appreso, è stato disposto per impedire la prosecuzione di «attività delittuose». Il provvedimento, di 80 pagine, è del gip Francesca Christillin e affida al direttore della struttura sanitaria la custodia delle cellule e delle attrezzature.

Il direttore dell’ospedale dovrà preoccuparsi di «salvaguardare la vitalità delle cellule e la funzionalità di ogni materiale». E’ quanto ha ordinato il gip Francesca Christillin nel provvedimento di sequestro, lungo un’ottantina di pagine, che ha spiccato su richiesta del pubblico ministero Raffaele Guariniello. Non ci sono nuovi indagati: il sequestro è una costola del procedimento penale che, a Torino, è già sfociato in una serie di richieste di rinvio a giudizio, di cui una per Davide Vannoni, il padre della metodica Stamina.

VANNONI: «CONFLITTO TRA POTERI STATALI» – «Mai visto un conflitto così tra poteri dello stato». Questo il commento su Twitter del presidente di Stamina Foundation Davide Vannoni alla notizia del sequestro preventivo da parte dei Nas di apparecchiature e cellule staminali a Brescia, disposto dal Tribunale di Torino su richiesta del pm Raffaele Guariniello. «Il rischio che Stamina non riprenda più le attività è molto alto. Non potendo più disporre di materiale da infondere non possiamo certo svaligiare la criobanca, ma credo che le famiglie non abbandoneranno la battaglia per la difesa dei loro diritti e questo mi fa ben sperare», conclude Davide Vannoni.

172 I GIUDICI CHE HANNO DETTO NO A STAMINA – Sono 172 i giudici che, in Italia, hanno detto «no» alle richieste di sottoporre i pazienti alla metodica Stamina di Davide Vannoni. E’ quanto si sottolinea nelle carte del procedimento che oggi, per ordine del gip Francesca Christillin, del tribunale di Torino, ha portato – su richiesta del pm Raffaele Guariniello – al blocco della sperimentazione agli Spedali Civili di Brescia. I giudici che si sono pronunciati a favore del trattamento sono 164. Nelle carte del sequestro, però, si sottolinea che i loro provvedimenti, «al di là del rispetto che gli è dovuto, hanno finalità autonome e distinte» e non intervengono sulla «legittimità o non legittimità delle attività delittuose» ma su altri aspetti.

IL PAPA’ DI NOEMI SCONVOLTO – «Siamo sconvolti. Stavamo partendo in vista del ricovero di Noemi domani. Sono riusciti nel loro intento, mentre la legge ci aveva dato ragione». Così Andrea, padre della bimba di due anni di Guardiagrele (Chieti) affetta da Sma1.

«Ci si mobilita per la Sla, mentre il malato di Sma è lasciato solo. Se qualcuno può aiutarci, lo faccia».

«La Sma, atrofia muscolare spinale – spiega nello sconforto Andrea – è sorella della Sla. E’ una malattia degenerativa e Noemi la sta vivendo in tutte le sue fasi. E’ ventilata 12 ore al giorno e ormai questo non basta più. Non è previsto personale che possa assistere i nostri figli, noi rischiamo di perdere il lavoro, vogliamo solo curarli, chiediamo un’alternativa». Ricordando che Noemi fu ricevuta da Papa Francesco nell’ottobre 2013 e che, nonostante ordinanze favorevoli, non è ancora riuscita ad accedere al metodo Stamina, Andrea torna sulla vicenda giudiziaria.

«Dopo l’ultimo mese di battaglie senza fine la legge ci aveva dato ragione, non sono riusciti a bloccare i giudici dell’Aquila e non sapendo cosa fare hanno chiesto aiuto all’Aifa, l’Aifa ha diffidato ospedale nel fare esami su Noemi prima dell’infusione e non avendo avuto gli effetti sperati sono arrivati i Nas».

«La nostra amarezza è profonda per il silenzio istituzionale che ci circonda. Ho scritto tante volte al presidente del Consiglio Renzi, ma lui non mi ha mai risposto».

Il papà di Noemi, sconvolto e incredulo, aggiunge: «Ci sono magistrati che ordinano di proseguire le cure per chi le ha iniziate, visto che esiste una legge sulla sperimentazione, e arrivano i Nas? Ma se lo Stato ha firmato la sperimentazione sulla metodica, perché ogni volta che c’è una sentenza positiva per Noemi accade qualcosa che le impedisce di accedere a Stamina?».

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