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L’Aquila sulla scia del Perdono

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«Ogni affermazione del Vangelo non ha soltanto una valenza spirituale ma ha anche una grande potenza di umanizzazione: cioè, ciò che corrisponde al piano di Dio è anche ciò che realizza pienamente l’uomo. Di conseguenza, dobbiamo cercare di esplorare il significato del perdono non soltanto nella sua valenza sacramentale ma anche nei riflessi che ha sul piano personale e sociale. Vivere il perdono significa assicurare la salute sul piano dell’anima ma anche delle relazioni interpersonali e comunitarie. Il perdono non è rinuncia alla giustizia, non è un arrendersi di fronte a una violenza subita. Il perdono pone le condizioni autentiche: ricostituire quel bene che è stato danneggiato». Così, l’arcivescovo della città, Giuseppe Petrocchi, in occasione dell’inizio della Perdonanza Celestiniana. Queste le parole piene di senso che ha scritto alla comunità ecclesiale e civile. Un messaggio in cui spiega cosa sia il perdono cristiano.

«La diocesi si prepara anzitutto attraverso una catechesi che viene riproposta nelle comunità parrocchiali, una tradizione, quella della Perdonanza, che ha ormai anche itinerari collaudati, e quindi consolidati nel tempo. Oltre, all’aspetto, lo sottolineo, interno alla comunità ecclesiale, si cerca anche di avere con le istituzioni civili un dialogo, un confronto, e quelle forme di convergenza importanti perché mirate a promuovere il bene comune che è il bene di tutti e di ciascuno. Quindi, cerchiamo di fare in modo che la Perdonanza possa essere sempre di più e sempre meglio un evento che coinvolge l’intera comunità ecclesiale e sociale», conclude nella nota.

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