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Progetto ‘Scarpetta Rossa’ a favore delle donne

di Claudia Giannone

Ancora violenza sulle donne, ancora discriminazioni di carattere sessuale nel mondo: sono tante, ogni giorno, le storie riguardanti questo tema così aspro. Ma la conferenza di oggi, che di fatto apre la Perdonanza Celestiniana, vuole dimostrare come, ancora una volta, ci siano tentativi di dare forza e sostegno: è stato presentato, infatti, il progetto “Scarpetta Rossa”, un gesto nobile e dal significato profondo.

È la relatrice Luana Bonomo, in compagnia della assessore Emanuela Iorio ed Emanuela Di Giovambattista, a presentare l’iniziativa e a sfoggiare i gioielli, prodotto di un’idea da molto tempo maturata, in seguito alla presa di coscienza di una situazione fin troppo sottovalutata. E anche con l’aiuto di un cortometraggio molto delicato, ma toccante, “Piccole cose di valore non quantificabile”, si cerca di mostrare qual è la realtà dei fatti e quali sono i danni che, effettivamente, può sortire un gesto di violenza.

«Il mio gesto vuole rappresentare una provocazione in questo argomento – ha affermato – vuole approfondire le cause e combattere questo retaggio culturale che nel 2014 permette ancora che accadano cose così terribili. Siamo convinti di continuare per questa strada».

{{*ExtraImg_213547_ArtImgCenter_500x281_}}Il simbolo della scarpetta rossa nasce nel 1999 nella piccola Città del Messico, luogo in cui, purtroppo, molte donne venivano e vengono uccise: fu una donna a posizionare 33 paia di scarpe lungo tutte le vie e le piazze, lasciando che questo gesto fosse imitato in tutto il mondo, in ogni zona colpita da un simile schiaffo all’uguaglianza.

«Questa scarpetta – ha aggiunto l’assessore Iorio – è il simbolo della violenza contro le donne. Luana Bonomo l’ha resa un gioiello, ed ha coniugato il suo mestiere di orafa con un gesto sociale destinato ad aiutare il Centro Antiviolenza dell’Aquila. L’iniziativa ha aperto la Perdonanza ed ha quindi assunto un significato ancora più importante».

Il ricavato dell’iniziativa, dunque, sarà devoluto a favore del Centro aquilano, un centro che non lavora per le donne, ma con le donne. Un Centro che purtroppo, come ci tiene a sottolineare l’assessore Di Giovambattista, «vive una grande difficoltà, come tutti i centri italiani, ma raccoglie ogni finanziamento come una manna dal cielo e come una linfa vitale».

Un tema, dunque, che esiste, è più che attuale e non può essere dimenticato. Perché dimenticare la violenza che le donne sono costrette a subire ogni giorno significa dimenticare l’uguaglianza che è alla base del mondo.

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