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Marsica illimitata, le 3 notti dei talenti stellati

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di Gioia Chiostri

Un singulto d’autore fra sprazzi d’incanto nostrano. Un mosaico di suoni, una canzone di graffianti colori. Uno sguardo verso il destino. Un brivido corso lungo la spina dorsale di un cruento passato. Un battito, un cuore. Un’anima salmastra, che in luogo del mare ha il retaggio e al posto della luna, sua sorella maggiore, la dolce Chimera dal sorriso incantatore.

Avezzano, città capofila della Marsica, si denuda della veste metropolita e caotica, per indossare i panni sinuosi e leggiadri dalla sottile lana della materia delle stelle: il buio si accende nella ‘Notte della Chimera’. In una sala abbastanza gremita, quella consiliare del Comune marsicano, è stata annunciato ieri, a tutti gli effetti, l’evento rivoluzionario culturale che, «al pari della Giostra sulmonese o della Perdonanza aquilana – queste le parole del primo cittadino Di Pangrazio – ridonerà finalmente lustro, onore e identità ad una terra ricchissima ma a volte mal considerata quale la Marsica. L’amministrazione e l’associazione culturale Adsumus Quoque, sotto la maestria e la guida del direttore artistico dell’evento, il regista e attore italiano Germano Di Mattia, hanno intessuto un patto d’onore che troverà piena concretizzazione il giorno 29 agosto. Ossia quello di creare un evento, un festival per l’esatezza, che fosse del popolo marso e per il popolo marso. Una sorta di specchio poliedrico, che potesse, in una tre notti d’autore far credere ancora, a chi la vive, che la Marsica è fucina, regno e patria di talenti eccelsi».

{{*ExtraImg_213540_ArtImgRight_472x716_}}Paradossalmente, il territorio marsicano gode di numerosi nomi prestigiosi, che hanno fatto parlare di sé in altrettante attività intellettuali ed artistiche, ma non ha mai goduto di un giorno cosiddetto ‘speciale’. Una vetrina, di panorama internazionale, che, sulle corde della musica, del teatro, della letteratura e dell’arte in generale, potesse officiare il passato e intrecciarlo con le aspettative del futuro. Luogo del culto: una chicca nuova di zecca. Come ci tiene a precisare il sindaco stesso, «grazie all’amministrazione regionale, questo Festival delle Arti, avrà luogo in un posto ristrutturato di recente, ossia il Parco Arssa. È una sorta di locus amoenus del comune di Avezzano, dove sono presenti delle strutture architettoniche sottoposte a vincolo paesaggistico per la loro bellezza e attrattiva. Ebbene, è proprio questo luogo che noi dell’amministrazione puntiamo a riproporre e rivisitare affinché il popolo ne prenda atto e coscienza. Questo è parte del grande risultato che ci attendiamo da questa cerimonia del talento. Abbiamo, inoltre, creato una maglietta che sarà un po’ il simbolo di questa grande festa: la ‘Notte della Chimera’ ha in sé l’essenza del primo passo verso un grande traguardo agognato e la consapevolezza di voler crescere ancora di più. Si punta a far diventare la tre notti uno dei più rinomati festival di tutto il Centro Italia. D’accordo con il presidente della Provincia e con le istituzioni regionali abbiamo voluto che questo Festival desse alla Marsica un risalto oltre confine. Il parco Arssa di Avezzano è un gioiello tornato a brillare di luce propria. Ieri, sono avvenuti i primi sopralluoghi sul posto e, a malincuore, tralascio le pessime condizioni in cui è stato tenuto e conservato sino ad ora. Un pezzo di patrimonio che torna fruibile, anche per quei giovani avezzanesi che, magari, non ne conoscevano nemmeno l’esistenza. Finalmente c’è stata l’inversione di marcia tanto attesa dalla cittadinanza».

Il presidente della provincia, Antonio Del Corvo, presente in conferenza ha dato «un segnale positivo marsicano al marsicano cittadino». Il 2014, per Avezzano, sembra essersi metamorfosato in un vero e proprio trampolino di lancio. «La provincia ha voluto esserci nella progettazione di questo Festival, nonostante in questi anni le risorse messe a disposizione per grandi eventi di questo tipo siano sempre meno. Quello che mi è stato prospettato qualche tempo fa, era la messa in opera di un evento che non fosse sportivo, ma culturale. Ebbene, la cultura, sempre peregrina ma viva nella nostra Marsica, aveva proprio bisogno di una nuova boccata d’ossigeno. ‘La Notte della Chimera’ è un evento identitario, forse il primo evento identitario marsicano. Potrebbe assurgere a ruolo di Festival di punta del territorio, in grado di porsi in parallelo con altre manifestazioni di questo genere. Tutti gli eventi che la Provincia ha sposato in questi anni, come questo che si presenta in tal sede, sono stati fatti in collaborazione con i Comuni. Questo perché io credo molto nel fatto che la Provincia, come ente, non deve scavalcare i minori, ma accompagnarli e sostenerli».

Ritorno alla Marsica fiera, combattiva e agguerrita con Avezzano al posto di comando nel cocchio trainato dalla Chimera notturna. Come una sorta di guerriero secolare, forgiato dal fuoco di mille battaglie ma ancora non sazio della fiamma sacra della vittoria. L’assessore alla cultura Gabriele De Angelis così ha commentato la realizzazione della tre notti marsicana: «Insieme agli uffici del nostro servizio cultura, abbiamo subito accettato e portato avanti questo bellissimo progetto che verrà realizzato ex novo e in una location altrettanto nuova. La ‘Notte della Chimera’ vuole essere una manifestazione caratterizzata dall’origine e la tradizione della nostra terra, senza dimenticare quel tocco di innovazione che fa guardare lontano. E’ un Festival, quindi avrà una cornice molto fumosa in grado di abbracciare eventi variegati. Ogni notte si avrà uno spettacolo diverso nonché unico e, inoltre, si avrà anche la possibilità, ogni sera, di restare a cenare in loco a prezzi modici e convenzionati, quasi ‘politici’, per far sì che le famiglie possano gustarsi non solo con gli occhi e le orecchie ma anche con le papille gustative questa variopinta vetrina del talento. Tale kermesse ovviamente è caratterizzata da numerosissimi artisti: per la maggior parte giovani, marsicani e alcuni già molto affermati: un palinsesto ingigantito dalla voglia di esplodere e far bene in terra natia. Speriamo solo il tempo sia clemente».

{{*ExtraImg_213544_ArtImgCenter_500x374_}}L’unione fa sempre la forza. E nella Marsica, sul palcoscenico nuovo dell’Arssa, ciò che trasparirà maggiormente, come ha sottolineato il Maestro Sìpari, «sarà la pulsione e il battito del cuore. Io mi esibirò durante la prima serata, quella d’inaugurazione. La mia famiglia è originaria di Pescasseroli, quindi le mie radici sono quanto di più marsicano si possa immaginare. Per me vale molto di più suonare nella Piazza principale di Avezzano che al Metropolitan di New York e questo per un semplice motivo di fondo: suono a casa mia. Ho detto immediatamente sì alle istituzioni, non appena mi hanno proposto il progetto, anche perché nel 2014, a mio avviso, è notevole trovare delle menti a capo che investano quasi tutto sulla cultura in senso lato, legata, in questo caso, ad un concetto importantissimo quale la rinascita degna di un popolo, quello dei marsi, che è divenuto perla d’Abruzzo. Il programma del 29 sarà un vero e proprio viaggio nella dimensione sonora. I nostri concerti, a differenza di altri, presentano qualcosa di più dal punto di vista emozionale, oltre che tecnico. Noi, nel nostro piccolo, cerchiamo di trasmettere al pubblico presente un senso di rilassatezza dei sensi, relax del corpo e della mente. Noi pensiamo alla musica come alla voce di Dio che si rivolge agli uomini: quindi dovrà per forza basarsi su un’armonia che non sia solo composta di note, ma anche di emozioni e calore umano. Abbiamo scelto un programma che fosse aperto a tutte le esigenze della popolazione di Avezzano e dintorni, anche a quegli orecchi che non sono particolarmente avvezzi alla musica classica. Noi presenteremo una sorta di piccolo tour fra quelli che sono i capolavori della musica classica, aprendoci in particolar modo alle più amate colonne dei film. La maestra Angela Bruni, una delle migliori compositrici italiane, nonostante la sua giovane età, ci regalerà questa orchestrazione meravigliosa. In conclusione, mi preme sottolineare un fatto: noi musicisti, in fondo, diamo seguito ad un qualcosa che è realisticamente poco pratico, ossia la musica. In un periodo in cui i problemi allontanerebbero qualsiasi mente umana pensante dalla melodia acchiappa sogni della musica, io sfido la crisi e dico questo: secondo Dostoevskij ‘la bellezza salverà il mondo’, ebbene, in tre notti, la città di Avezzano proverà a far ciò, poggiandosi su una delle colonne indiscusse della bellezza, quale l’arte di Apollo».

{{*ExtraImg_213541_ArtImgCenter_500x373_}}Il maestro Francesco Mammola, in una notte invece, quella conclusiva del 31 agosto, si è posto l’obiettivo di regalare all’Abruzzo, in forma completamente rivisitata e rimaneggiata, il suo patrimonio musicale popolare, fatto di canzonette, filastrocche, voci d’altri tempi e altre epoche che hanno segnato la storia patria. «Il mio scopo, nella veste di direttore musicale dell’evento, è quello di trasmettere il patrimonio classico abruzzese, composto da brani quali, ad esempio, il tipico ‘Vola, vola’ o ‘Tutte le Funtanelle’, ai giovani abruzzesi di oggi. Riarrangeremo questo importantissimo retaggio nello stile da discoteca, rock e jazz. La serata del 31 agosto si baserà su una sorta di volo fra gli albori antichi modernizzati. Questo è stato il risultato di un grande lavoro che ho iniziato assieme all’amico e maestro Di Mattia. E’ ora che la musica popolare abruzzese si riappropri di quello che è ed è sempre stato il suo valore puro. Nessun’altra musica regionale, infatti, oltre a quella napoletana, ha avuto un così grande sviluppo duraturo nel tempo. La Regione Puglia, ad esempio, è riuscita a dar corpo alla Notte della Taranta. La notte della Chimera è anche questo: una briosa e fondamentale riscoperta. E’ giusto che si vada oltre la classica tradizione del coro». Creata ad hoc l’orchestra della Chimera, come augurio e auspicio, formata da musicisti stabili e menti elevate. Novità di fondo: la giovane orchestra della Notte della Chimera, composta da ragazzi dagli 11 ai 15 anni a cui spetterà il grande onore di aprire il ‘concertone della Chimera’ finale. Tantissimi gli ospiti attesi, come il maestro Nando Citarella e i suoi Tamburi del Vesuvio. Non lesina parole nemmeno il direttore artistico del Festival delle Arti, Germano Di Mattia, grande spirito magnanimo,che così ha esordito in conferenza: «Avezzano è geograficamente il centro esatto dell’Italia e nel suo nome racchiude anche il saluto ‘Ave Giano’ che è a tutti gli effetti un segno di rinascita. Abbiamo scelto il simbolo della Chimera, topico emblema rimandante alla ‘mitologia’ dei sumeri, perché legato soprattutto a ciò che concerne il mistero e il cambiamento. I Marsi meritano di ritornare al centro dell’attenzione e questo sarà possibile grazie ad un colpo di reni attuato per mezzo delle manifestazioni artistiche». Durante la tre notti marsicana, grande rilevanza assumerà il Premio Internazionale ‘Chimera D’Oro’, istituito dall’Associazione culturale a capo del progetto, dal Comune di Avezzano, dalla Provincia e dalla Regione Abruzzo. Nel 2014, il ‘Premio Chimera D’Oro’ è stato riconosciuto a livello internazionale, con il patrocinio dell’Unicef, dell’Istituto Cinematografico dell’Aquila, del Parco Regionale Sirente-Velino e del Club Alpino Italiano. La manifestazione inizierà il 29 agosto alle ore 11 presso Piazza Torlonia, con il posizionamento delle vecchie carrozze e auto d’epoca nello spazio circostante. La vera presentazione dell’evento, però, ci sarà alle ore 18 e 30, nello stesso luogo, con il taglio del nastro. Madrina della manifestazione, donna illustre, regista e sceneggiatrice, Miss Lina Wertmüller, rappresentate della rinascita della cultura e bandiera di un’Italia che si spera ritorni presto. «Abbiamo scelto – ha detto poi Di Mattia – di spezzare la tradizione, chiamando anche una madrina della bellezza, una giovane donna Miss di Avezzano e una madrina della memoria, una nota attrice avezzanese, che si occupa di teatro da moltissimi anni, nella persona di Franca Di Cicco».

Le conclusioni sono state affidate al presidente dell’associazione Adsumus Quoque, il dottor Antonio Di Legge. Presente anche la dottoressa Maria Paola Giorgi in rappresentanza. «Lo spirito con il quale siamo partiti due anni fa, costituendo questa associazione culturale di largo respiro, oggi non ci ha ancora abbandonato. Anzi, si è rinfocolato. Questa associazione è la prima vera donna de ‘La Notte della Chimera’, a lei e alla sua energia dobbiamo tanto. Spero la macchina della cultura riparti anche da qui: da questo bellissimo e intrigante progetto fatto di suoni, umori e sensazioni. La Marsica verrà svegliata nell’anima, questo è quanto».

L’unione della passioni genera la Fiera della Determinazione, intestardita ad andare lontano, oltre i confini di orme già calpestate. Anime affini si cercano ad occhi chiusi, esplorandosi i pensieri, nel silenzio di una nota precisa e piroettante. Si inizierà con il concerto dell’Orchestra Sinfonica ‘Marco dall’Aquila’, diretta dal Mestro Jacopo Sìpari. Presentatori ufficiali, Justine Mattera e Marco Bellavia. Tre notti per comprendere il proprio patrimonio. Tre notti per specchiarsi, riconoscersi e ricordarsi. Comincia l’evento più atteso della Marsica, quello che la renderà madre di nuovi orizzonti, donna di nuove promesse, occhio di fulgido sguardo e mano di mille carezze.

Il programma completo del Festival è disponibile sul sito: [url”www.lanottedellachimera.it”]www.lanottedellachimera.it[/url]

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