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Il mondo a L’Aquila per Buskers

di Giovanni Baiocchetti

Stati Uniti, Austria, Spagna, Regni Unito, Polonia, Germania, Italia, Mongolia, Brasile, Portogallo, Francia, Slovenia, Messico, Olanda. Sono alcuni dei paesi di provenienza degli artisti di strada che stasera, dalle 21:30, animeranno strade e piazze del centro storico aquilano per l’anteprima del festival Buskers di Ferrara.

{{*ExtraImg_213455_ArtImgRight_500x375_}}Nel tardo pomeriggio di oggi, l’accoglienza ai ragazzi e agli organizzatori nell’Auditorium del Parco, mentre nelle strade del centro storico si allestiscono gli spazi che tra circa un’ora ospiteranno il primo evento nell’ambito di una due giorni dal titolo “Aspettando la Perdonanza”.

«Vi abbiamo portati qui per farvi vedere una città meravigliosa, che come la nostra ha subito un terremoto, anche se molto più grave». Sono le parole che il sindaco della città estense, Tiziano Tagliani, rivolge ai ragazzi. «Non siamo qui per solidarietà ma per portare gioia e musica nel centro storico, per amore verso l’Italia».

Esordisce con un ringraziamento, invece, il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente; «state portando colori, sorrisi e allegria già da qui – dichiara – e la nostra città ha bisogno di questo perché da cinque anni non abbiamo un centro storico e non abbiamo più un’identità. Prima del terremoto, questa era una delle città migliori per qualità della vita; una città piena di giovani (il 35 per cento dei residenti aveva meno di trent’anni). I tanti pub erano nelle cantine di palazzi storici del Cinquecento»

«Ora la ricostruzione è partita – continua Cialente – e lo vedrete stasera, cantando tra i cantieri. Non abbiamo, però, abbastanza soli per procedere speditamente. Stiamo ricostruendo una città spendendo meno di quanto si è preventivato, e questo è un caso unico in Italia. Il centro storico, anche se fasciato, è comunque frequentato dai giovani. Anche se siete cittadini del mondo, pensate a cosa può significare perdere la propria città e la propria identità. Vedrete una città strana, ma viva».

«Se l’Europa – conclude il sindaco – abolendo il tetto del 3% del rapporto tra deficit e PIL ci darà più soldi in meno tempo, questo comune sarà completamente ricostruito in cinque anni. Oggi siete voi a farci un regalo; io spero di ricambiarlo mostrandovi una città meravigliosa. Tornate all’Aquila tra cinque anni, vi giuro che ve ne innamorerete».

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