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Tornado: ancora dispersi i 4 aviatori

Un incidente tra due Tornado si è verificato nei cieli sopra Ascoli Piceno nel tardo pomeriggio di ieri. I due jet militari, appartenenti al sesto Stormo Ghedi di Brescia, si sono scontrati durante un addestramento a bassa quota e sono precipitati sulle colline tra Ascoli e Teramo.

I carabinieri hanno reso noto di aver rinvenuto non lontano dalla zona dello schianto un paracadute arancione. Del pilota, tuttavia, ancora non c’è nessuna traccia.

Nel frattempo i Vigili del Fuoco sono riusciti a domare gli incendi che si sono sprigionati su tutta l’area bruciando svariati ettari di bosco ma fortunatamente non lambendo le abitazioni.

{{*ExtraImg_213278_ArtImgRight_300x199_Il Sesto Stormo Ghedi di Brescia}}

Continuano le ricerche degli aviatori – L’Aeronautica Militare ha continueto per tutta la notte le ricerche degli equipaggi (2 piloti e 2 navigatori) dispersi dei due Tornando. La zona è stata controllata dagli elicotteri dotati di visione notturna in stretto coordinamento con le prefetture. «Oggi – dice una nota – il Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica Militare, generale Pasquale Preziosa, si recherà sul luogo dell’incidente. La priorità per la forza armata è il recupero degli equipaggi dispersi. L’Aeronautica vuole fare luce sulle dinamiche che hanno causato l’incidente».

Stando a quanto emerge da testimonianze raccolte dall’Osservatore Quotidiano i Tornado stavano volando a bassissima quota e lo avevano fatto durante tutto l’arco della giornata anche sulla costa adriatica. Intervistati, alcuni presenti hanno sostenuto che, se l’incidente fosse avvenuto poco prima, si sarebbe consumata una strage tra gli abitanti della zona.

L’aeronautica militare ha assicurato che i quattro piloti a bordo dei due Tornato sono riusciti a eiettarsi.
Al momento i militari risultano ancora dispersi, ma l’Ufficio Stampa dell’Aviazione ha riferito: «Stiamo verificando la dinamica dell’incidente. Abbiamo avuto conferma del segnale radio di attivazione del sistema di eiezione dei seggiolini. I nostri elicotteri sul posto per la ricognizione ci riporteranno quanto riescono a trovare.

Fortunatamente i velivoli non hanno causato danni a terra. Ora la nostra prima preoccupazione è trovare i piloti».
«La missione – hanno aggiunto i militari – era di normale addestramento e l’area di Ascoli Piceno è una zona di rotte per queste attività. Le rotte sono approvate in base alle regole del volo. Non abbiamo ricevuto nessun allarme, abbiamo scoperto dell’impatto a incidente avvenuto».

Incidente aereo, dichiarazione del Sindaco di Ascoli

«Abbiamo assistito ad un dramma sconvolgente – ha dichiarato Guido Castelli, sindaco di Ascoli – ma dobbiamo anche riconoscere che le conseguenze potevano essere davvero apocalittiche per il nostro territorio. Una questione di secondi e tutti avremmo rischiato il peggio.

Mi corre l’obbligo di ringraziare tutti coloro che si sono adoperati per gli interventi di soccorso, vigili del fuoco in primis, che con una tempestività assolutamente encomiabile hanno creato i presupposti affinché i focolai e le fiamme potessero essere circoscritte e domate.

Ho sentito il collega Salvi di Venarotta e mi sono premurato di mettere a disposizione del comune limitrofo mezzi e personale (vigili del fuoco, gruppo comunale di protezione civile ed operati) utili agli interventi di soccorso».

Alcuni testimoni hanno raccontato di aver visto i due velivoli toccarsi in volo, uno dei due ha poi preso fuoco ed entrambi sono precipitati al suolo innescando focolai d’incendio nella zona tra Ascoli Piceno, Roccafluvione e Venarotta. Qualche ora dopo l’incidente, a Casamurana, località vicina al luogo dove i due caccia di sono schiantati, è stato individuato un paracadute; dei quattro dispersi però non c’è ancora traccia.

Il boato è stato sentito anche nella località costiera di San Benedetto del Tronto, a una trentina di chilometri da Ascoli. La palla di fuoco è stata vista persino dal Monte Piselli, a venti chilometri di distanza. Subito dopo l’impatto frammenti di aerei e detriti in fiamme sono caduti al suolo “come coriandoli”, raccontano i residenti della frazione di Casamurana. “Abbiamo ricevuto milioni di chiamate” dicono i vigili del fuoco di Ascoli, tra i primi ad intervenire sul luogo, che hanno ricevuto rinforzi da tutte le Marche e anche da Teramo. “Poteva essere un’apocalisse, una questione di secondi e tutti avremmo rischiato il peggio” osserva il sindaco Guido Castelli.

L’Aeronautica, che ha annunciato di aver aperto un’indagine sull’accaduto, ha fatto comunque sapere che “i nostri obiettivi primari sono fare chiarezza sull’incidente e ritrovare i quattro aviatori dispersi”.

Team di esperti per le verifiche – L’Aeronautica Militare conferma che nell’incidente aereo avvenuto nelle Marche sono coinvolti due velivoli Tornado che stavano svolgendo una missione addestrativa nell’area. L’Aeronautica ha inviato un team di esperti sul luogo dell’incidente per le prime verifiche.

Che cos’è il Tornado – Il Tornado è un velivolo da combattimento bireattore, biposto, con ala a geometria variabile e capacità ognitempo, cioè in grado di volare in qualsiasi condizione metereologica, che l’Aeronautica Militare ha acquisito a partire dal 1982. Nella versione standard Ids (Interdiction Strike), in dotazione al sesto Stormo di Ghedi (Brescia), il Tornado può essere impiegato come cacciabombardiere e ricognitore. Il 50/mo Stormo di Piacenza, invece, è equipaggiato con la variante IT-Ecr (Electronic Combat Reconnaissance), specializzata nella soppressione delle difese aeree avversarie mediante l’impiego di missili aria-superficie AGM-88 HARM. I dati tecnici: Apertura alare che varia dai 13,91 ai 8,60 metri, lunghezza 16,70 metri, altezza 5,95 metri. Peso massimo al decollo 28mila kg. Velocità massima a bassa quota circa 1.480 km/h (1,2 mach). Autonomia 3.800 km (trasferimento). Equipaggio: 1 pilota e 1 navigatore. Armamento: 2 cannoni cal. 27 mm, fino a 9.000 kg di carichi esterni.

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