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Scanno sul filo della memoria: voci dal Risorgimento

L’Assessorato alla cultura del Comune di Scanno e l’Associazione culturale “Teatrando e..” ricordano a Scanno , il prossimo 24 agosto con la manifestazione “Sul filo della memoria” ,il bicentenario della fondazione dell’arma dei Carabinieri e la fine del fenomeno del brigantaggio nella provincia di L’Aquila ,che per vari decenni dopo l’unità del nostro paese aveva mosso operazioni militari, capitali e risorse, idee e coscienze della nuova Italia.

{{*ExtraImg_213357_ArtImgLeft_150x200_}}La storia del carabiniere Chiaffredo Bergia e del brigante Croce di Tola detto “Crocitto “ raccontata nel volume di Valter Marcone “Il gigante e la farfalla” permette di tenere insieme questi due eventi lungo la trama di un vero e proprio “romanzo collettivo d’Ottocento “ come specifica il sottotitolo del volume .L’evento culturale prevede due appuntamenti nel pomeriggio e nella serata appunto di domenica 24 agosto : il primo alle ore 18,30 con la presentazione del volume da parte del prof. Domenico Scacchi e alle 21,30 della performance teatrale “Voci dal Risorgimento. Sentimenti di patria fra musica-poesia –immagini ideata da Paola Cialfi che ne cura anche la regia ,con testi scelti dal prof. Domenico Cialfi e le voci di Sara Maddalena Cocuzzi, Rosa Fanale ,Marco Farinosi, Antonio Fiori,Sebastiano Santucci ,Luigi Totani. Tecnico audio e video Simone Morosi.

In realtà la manifestazione scannese prende le mosse dalla presentazione del volume tenutasi ad Amatrice qualche mese fa con la partecipazione appunto di rappresentanti dell’Arma dei carabinieri e di amministratori di enti locali del territorio in cui le vicende raccontate dal libro si svolsero. A quella iniziativa l’assessore alla cultura del comune di Scanno ha voluto dare dunque un seguito perché proprio a Scanno si conclude la vicenda del brigante Crucitto arrestato dal Bergia,fatto emblematico e metaforico dell’intera vicenda del brigantaggio post unitario.

{{*ExtraImg_213358_ArtImgRight_363x500_}}Su Chiaffredo Bergia ,sulla sua vicenda personale, professionale familiare esiste una ricca e articolata documentazione contenuta negli archivi dell’Arma , come sul fenomeno del brigantaggio esiste una bibliografia quasi sterminata. Su Crucitto esistono fonti diverse e soprattutto gli atti del processo presso la Corte d’Assise di L’Aquila che lo condannava a morte, fascicolo conservato presso l’Archivio di stato di L’Aquila. Croce di Tola, detto appunto “Crocitto “viene ricordato in un pregevole volumetto dal titolo “Crocitto e Bergia.Il brigante e il carabiniere : un duello lungo dieci anni “ edito proprio a Scanno nel 1997 dall’Associazione Culturale “La Foce” curato da Ilde e Pasquale Galante con un saggio di Luigi Torres.

“Il gigante e la farfalla” è la riproposizione in chiave letteraria delle vicende del brigantaggio post-unitario ,inteso non tanto e non solo come fenomeno sociale e politico ma come momento di vita del nostro paese. Una vita vista dalla parte della quotidianità dei protagonisti, dalla parte di dentro, dove per protagonisti si intendono generazioni di uomini e di donne che sono vissuti nella terra d’ Abruzzo,in un particolare momento della sua storia e dove, per dentro, si intende ancora la discesa nell’anima e nei sentimenti degli esseri umani.

Un racconto narrato con una scansione secondo sequenze temporali che, nella dimensione del tempo e dello spazio della nostra regione, trova punti di riferimento in fatti pubblici e privati ,oggettivi e interiori,costituendo un’attrazione sul passato ma soprattutto sul futuro. Un racconto con una voluta frammentarietà in quanto non pretende di sostituire la conoscenza storica e l’interpretazione degli stessi fatti storici, che il lettore sa di dovere procurare per conto proprio ,ma di esporre un punto di vista.

Il racconto della “storia” è qui uno “sguardo” con un punto di vista che è costante ,perché universalmente umano. Cioè si basa sul presupposto che in ogni tempo e in ogni luogo l’uomo abbia provato e provi gli stessi sentimenti di fronte ad avvenimenti che spesso sconvolgono il mondo ingenerale e in particolare il proprio mondo. Avvenimenti che ripropongono le domande di sempre: il male, il tempo, la responsabilità individuale, la guerra e la morte, l’odio e l’amore ,la sofferenza, la felicità, le passioni ,la solitudine,che cosa sono ? Un presupposto dunque che tende a dare ,per esempio, lo stesso valore alle sofferenze da qualunque parte esse provengano.

Far vivere il passato non attualizzando la storia che si racconta ma attualizzando i sentimenti ,le gioie, i dolori , la lotta per soddisfare i bisogni,che è la sostanza del vivere umano, oggi come ieri Tentativo che si avvale di un testo che combina insieme racconto dei fatti, memoria, cronache, documenti d’archivio, epistolari . diari. Un racconto nel racconto ,l’esperienza della vita quotidiana in una città cole la Sulmona di quel tempo di fronte ai diversi eventi tra cui quello traumatico del brigantaggio post unitario.

La manifestazione allarga però l’obiettivo focalizzando, nelle voci che Paola Cialfi ha mescolato e contaminato tra loro,il senso di un particolare momento della storia del nostro paese, il risorgimento,metafora di un sommario di ordinaria e straordinaria vista ,chiave di lettura di mondi e modi diversi dello stesso vivere. I testi scelti da Domenico Cialfi infatti sono un momento nell’epica risorgimentale, quella che crede nelle energie positive dell’uomo fuori dagli stereotipi ,luoghi comuni, giudizi sommari che diventano in molti casi “caricature della storia”.

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