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L’Aquila rugby Club, che delusione!

di Roberta Galeotti

Il patrimonio nero verde della città dell’Aquila è stato ereditato a fatica dal nuovo club, presieduto dall’ex direttore generale della vecchia società, Mauro Zaffiri.

Una pesante eredità fatta di debiti, contratti capestro e apparati stantii.

Il nuovo club ha esordito ieri presentando alla città il nuovo logo e la nuova società.

C’era la concreta possibilità che qualcosa di nuovo apparisse all’orizzonte tra le gru e la polvere della ricostruzione, invece, tutto tace… Immota Manet!

Tra le timide novità stride al mondo della comunicazione l’affidamento del servizio di comunicazione alla società Newstown S.r.l., società editrice dell’omonima testata, registrata in tribunale a giugno 2013.

L’affidamento, assolutamente legale dal punto di vista formale, risulta offensivo per la professionalità e la disponibilità incondizionata che molti professionisti hanno messo gratuitamente a disposizione della squadra e della dirigenza in questi ultimi 5 anni.

Credo che la città debba sapere e riflettere, per trarne le dovute conclusioni.

Ci risulta che l’addetto stampa dello scorso anno non abbia ricevuto molti stipendi a compenso della sua costante collaborazione; così come le testate operanti da anni in città hanno messo a disposizione della squadra fotografi e giornalisti che hanno seguito, con prepartita e telecronache, tutti gli incontri dei Nero Verdi senza mai ricevere un minimo rimborso (senza nemmeno pretenderlo, viste le difficoltà!).

Un bagaglio di identità e coesione per la nostra gente e per la nostra amata città, abbiamo sempre pensato!

Per la prima volta il nuovo Club dispone di fondi da rimmettere nel mercato aquilano e non pensa ai tanti professionisti che ha conosciuto in questi anni. Non decide di mettere a disposizione dei professionisti della comunicazione questa opportunità, valutando equamente le migliori offerte di tutti, nè ha pensato di rinnovare il contratto alla Franchi, l’addetto stampa dello scorso anno, assicurandole un indennizzo equo.

Se la nuova società ha rilevato la memoria storica del patrimonio nero verde, non avrà potuto dimenticare gli sforzi di promozione e coinvolgimento fatti dalle testate che a fatica tentano di fare comunicazione in questa città.

Si tratta di opportunità.

Una società che chiede agli imprenditori e agli aquilani di unirsi per salvare L’Aquila Rugby; che si vanta di cercare di superare vecchie logiche e spartizioni; affida arbitrariamente ad UNA testata, tra le tante, la comunicazione della società, con buona pace di tutti.

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