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‘Il Giusto e l’Errore’, nuova mostra per Grillo

di Marcello Spimpolo

È stata presentata stamattina, presso il Palazzetto dei Nobili dove si terrà dal 22 al 29 agosto, la nuova mostra fotografica dell’artista aquilano Roberto Grillo.

Più precisamente, l’esposizione consta di due sezioni: ” il Giusto” curata dalla fotografa e grafica romana Laura Muccilli e “l’Errore” realizzata appunto da Grillo.

L’abbiamo intervistato per voi per farci spiegare questo nuovo lavoro.

Le tue fotografie sono state realizzate con la tecnica, da te inventata, della “fotografia miopizzata”, ci spieghi da dove nasce?

«Due anni fa mi resi conto di avere dentro tanta rabbia, delusione e tanto dolore rispetto alla situazione dell’Aquila. Sia per la mancata ricostruzione materiale che per quella sociale.

Dolore e rabbia che non riuscivo più a trasmettere attraverso la fotografia tradizionale.

Da qui l’intuizione: la miopia».

«Il miope che quando toglie gli occhiali vede un mondo non più a fuoco, nitido ma per certi versi “migliore”, migliore nel senso che non vede più tutte le cose brutte che lo circondano».

«Ho pensato quindi a come rendere il concetto in fotografia. Non volevo che la sfocatura fosse un effetto di PhotoShop, sarebbe stato un surrogato».

«Ho pensato allora di usare una lente negativa di -4 diottrie ( che corrisponde poi alla mia miopia reale) frapponendola fra l’obiettivo della mia fotocamera ed il soggetto da riprendere, rendendo così il sistema ottico della mia fotocamera miope di 4 diottrie così da generare uno scatto irreversibilmente sbagliato».

«In questi due anni mi sono poi reso conto che questa intuizione tecnica mi è servita anche per tornare a sentire “mio” e ” personale” ogni scatto effettuato, distaccandomi dal processo di “massificazione” che la fotografia odierna ha subito con l’avvento del digitale. Con il massimo rispetto per tutti, naturalmente, questo eccesso di “democratizzazione ” della fotografia che il progresso tecnologico ha portato, faccio fatica ad accettare che chiunque, armato di smartphone o compattina possa definirsi fotografo. Io sono sempre stato uno “all’opposizione”, fotograficamente parlando, ho sempre cercato di vedere le cose da un altro punto di vista, e questo è forse il naturale approdo della mia produzione».

Perché fotografie in formati così grandi, fino a due metri e mezzo di lunghezza?

«Perché il viaggio all’interno di una foto miopizzata di grandi dimensioni permette a chi la osserva un viaggio ancora più onirico e straniante».

Quindi pensi di essere riuscito nel concetto di ” superamento della realtà” con un’immagine fotografica?

«Per quanto possa sembrare impossibile parlando di fotografia, si, penso di esserci riuscito. Aspetto però il responso del pubblico…».

La curatrice della tua mostra, Chiara Strozzieri, definisce questa tua intuizione come sconfinante nell’arte contemporanea: tu che ne pensi?

«Penso che con la “fotografia miopizzata” posso dire di aver finalmente e consapevolmente portato me stesso all’interno del mondo dell’arte contemporanea,cosa che mi rende assolutamente libero».

Ma come concili questa tua libertà artistica col lavoro quotidiano, la fotografia di matrimonio ad esempio?

«Semplice. Nel caso della fotografia miopizzata è l’artista a scattare, nella foto di matrimonio è l’artigiano!».

Vista l’assoluta novità dell’intuizione concettuale che sta dietro questo lavoro, ti limiterai ad esporre solo a L’Aquila o porterai il tuo lavoro anche fuori?

«I momenti importanti della mia attività sono solito condividerli con la mia Città ed i miei concittadini ed anche stavolta sarà così.

Ti posso però anticipare che la mia fotografia miopizzata sarà proposta da vari galleristi in diverse città del mondo».

La mostra, ospitata all’interno del programma per la 720ma Perdonanza Celestiniana, aprirà i battenti venerdì 22 agosto alle ore 18.30.

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