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Magia a Rocca di Mezzo, Solisti Aquilani per Calligaris

Il legame tra Rocca di Mezzo e il grande compositore e pianista Sergio Calligaris è ormai inscindibile. Nel 2014 ben due sono gli anniversari che vedono protagonista il maestro italo argentino: 25 anni di soggiorno estivo a Rocca di Mezzo e 10 anni di collaborazione con I Solisti Aquilani che lo celebrano eseguendo la sua musica.

L’omaggio a Sergio Calligaris è anche un momento in cui le più importanti istituzioni di Rocca di Mezzo quali il Comune, il Consorzio per lo Sviluppo Culturale delle Rocche, la Nuova Pro loco e l’Agenzia per la Promozione Culturale della Regione Abruzzo contribuiscono unitariamente a sostenere l’iniziativa che si accompagna alla raccolta fondi per le attività di assistenza domiciliare a malati oncologici dell’Associazione L’Aquila per la Vita. Protagonisti della serata, I Solisti Aquilani, Daniele Orlando, violino e Giovanni Cardilli, pianoforte. Dirige Federico Paci.

La prima parte del programma propone le partiture di Respighi, Paganini e Rota; la seconda parte è interamente dedicata a Sergio Calligaris. Si inizia con Antiche arie e danze per archi, di Respighi. Si tratta della terza suite, formata dalla trascrizione per soli strumenti ad arco di tre brani per liuto del XVI secolo, e di uno del XVII. Apre una danza Italiana, di autore sconosciuto, dal carattere pacato e austero. E’ poi la volta di alcune Arie di Corte di Jean Baptiste Basare, in cui si alternano movimenti dall’andante, al lento, al vivace. Segue una dolce e nostalgica Siciliana di autore ignoto; il finale è affidato ad un brano di Lodovico Roncalli, musicista bolognese, una Passaglia composta nel 1692, dal carattere maestoso ed energico che si stempera in un Largo conclusivo.

Il secondo brano in programma è Moto perpetuo di Paganini. Fra le composizioni per violino ed orchestra esso occupa un posto a sé per brillantezza e virtuosismo estremo, giocato su sincronismo e velocità.

La prima parte della serata si conclude sulle note di Nino Rota con il famoso Concerto per archi.

Composto nel 1964. Il Concerto, in quattro movimenti, rispetta l’impianto formale tradizionale ma poi introduce elementi diversissimi. Si rimarcano le elaborazioni contrapputistiche, ispirate anche alla tradizione antica, Bach compreso. Inevitabile anche pensare alla lunga collaborazione con Fellini soprattutto per quello che riguarda lo Scherzo. Il Concerto intero è una sorta di danza, a parte le citazioni dirette di valzer o altre forme. Il tutto fuso in un impianto originale dove le idee musicali si susseguono e ci condizionano a pensare alla musica come se fosse scritta per immagini e scene.

Il Doppio concerto op. 37 per violino, pianoforte e archi del Maestro Sergio Calligaris (ed. Ricordi – Universal) animerà la seconda parte di questo evento. Si tratta di un’opera accolta con grande entusiasmo dalla critica specializzata. Così Alice Bertolini che in “Suonare News”definisce Il Doppio Concerto “l’impegnativa e seducente composizione che pagine di irresistibile propulsione ritmica e struggenti squarci lirici…”; o Danilo Prefumo in “CD Classica”:

“Come compositore, Calligaris si colloca nel solco di un tonalismo moderna mente inteso, aperto alle combinazioni politonali; il suo primo maestro argentino, padre Luis Machado, era un ammiratore di Hindemith e certi aspetti di ascendenza hindemithiana si ritrovano con facilità nelle opere maggiori di Calligaris Ma i momenti forse più geniali e accattivanti, almeno nel Doppio Concerto per violino, pianoforte ed orchestra d’archi op.37, sono quelli estatici e contemplativi, in cui tra l’altro Calligaris mette in mostra una vena melodica davvero originale.” Sugli aspetti melodici e il soffuso romanticismo pongono l’accento anche altri critici (Georgios Leotsakos, Julian Cooper, Pablo Kohan) sottolineando, nel contempo, la passionalità e il fuoco che attraversano l’intera composizione.

SERGIO CALLIGARIS

Argentino, nato a Rosario, ha vissuto a lungo negli Stati Uniti e dal 1974 si è stabilito in Italia assumendone la cittadinanza. Concertista internazionale già all’età di 13 anni, la sua carriera è stata guidata da maestri quali George Fanelli, Arthur Loesser, Adele Marcus, Nikita Magaloff e Guido Agosti. Ha tenuto molti concerti nella nativa Argentina, lanciando la sua carriera internazionale durante le stagioni 1967/1969 con un debutto entusiasticamente accolto alla Brahamssaal del Musikverein di Vienna, seguito da presentazioni di uguale successo alla Konzertsaal Bundesallee (per la Hans Adler Konzert-Direktion) di Berlino; la Società del Quartetto di Roma, l’Istituto de Cultura Hispánica di Madrid I suoi concerti, registrati dalla BBC, dalla Bayerischer Rundfunk, dalla Radio della Suisse Romande e da altre emittenti radiotelevisive, sono stati trasmessi in tutto il mondo. Negli Stati Uniti è stato solista per le registrazioni della Orion Records di Los Angeles, sotto il patrocinio artistico della Yehudi Menuhin Foundation.

I suoi dischi sono stati prodotti da EMI-Voce del Padrone, Classico Records (distr. Ricordi), Lev (distr. Ares), Orion Records, Ente dello Spettacolo e Agorà ed hanno ricevuto prestigiosi riconoscimenti. . Nel 1966 è stato insignito dell’ambito Diploma di Artista dal Cleveland Institute of Music dove è stato docente della cattedra di pianoforte principale. Ha ricoperto lo stesso ruolo presso la California State University di Los Angeles dal 1969. Nel 1973 ha fondato, con la California State University, l’American Academy of Arts in Europe con sede a Verona, divenendone primo direttore artistico e tenendovi anche corsi di perfezionamento pianistico. In Italia ha insegnato, dal 1974, nei conservatori di Napoli, Pescara e L’Aquila. E’ stato spesso membro di giurie di importanti concorsi pianistici nazionali e internazionali. Il Dizionario dei Musicisti Baker, nell’edizione del 1971 (G. Schirmer, New York) ha incluso la sua biografia, scritta da Nicolas Slonimsky, un onore conferito a pochissimi musicisti viventi. Dopo un ventennio dedicato al concertismo riprende la composizione abbandonata nella prima giovinezza.

L’opportunità gli viene data nel 1978 da un lavoro, ora entrato in repertorio, dal titolo Il quaderno pianistico di Renzo. In pochi anni questa composizione conquista l’ammirazione del pubblico e della critica internazionale più qualificata, felice sorte a cui sono destinate anche le opere successive, rendendo Sergio Calligaris uno dei compositori contemporanei più eseguiti nel mondo. Il 2004 è stato caratterizzato da uno straordinario riconoscimento internazionale per il lavoro e per la produzione artistica: l’International Biographical Centre di Cambridge gli ha conferito la sua nomina di Musicista Internazionale dell’Anno 2004, in virtù del suo rilevante contributo all’arte pianistica e alla composizione contemporanea. Questo prestigioso encomio viene conferito da un’istituzione riconosciuta come uno dei massimi riferimenti biografici al mondo e vanta oltre trenta titoli Who’s Who in 142 diverse edizioni e viene concesso solamente a una ristretta rosa di personalità che si distinguono nella comunità musicale internazionale in virtù della propria autorevolezza e delle proprie realizzazioni. Nel 2007 gli è stato assegnato il Premio Musicale Internazionale Giuseppe Verdi per la composizione.

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