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Liris: «Governo Renzi killer dell’economia locale»

«Sulla restituzione delle tasse del cratere, il governo Renzi si comporta da ‘killer’ esattamente come l’esecutivo guidato da Mario Monti».

È quanto afferma il vice presidente regionale di Forza Italia, Guido Liris, capogruppo dello stesso partito nel Consiglio comunale dell’Aquila, in riferimento alla richiesta avanzata da Roma alle imprese di dover dimostrare il nesso di causalità tra benefici ottenuti e danni subiti a seguito del sisma del 2009.

«Dai tecnici ai politici poco sembra essere cambiato: si vuole la morte dell’economia locale con il rimborso al 100% dei contributi sospesi, in ossequio alle norme cervellotiche dei burocrati della Commissione europea», prosegue Liris.

«In questo modo, il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, tra un selfie e l’altro, nuova moda dei maggiorenti del Partito democratico – attacca l’esponente forzista – dimostra di essere più sensibile ai diktat di Bruxelles che non alle esigenze di un territorio martoriato all’interno del quale si trova una delle più importanti città del Paese in termini di arte e storia».

«Le avvisaglie, in realtà, erano già nell’aria – sottolinea Liris – nel momento in cui ha annunciato di non volersi fare dettare l’agenda dalla Ue ma poi ribadendo l’intangibilità del feticcio del rapporto deficit/Pil al 3% che stronca le speranze di nuovi investimenti per le zone colpite dalle calamità».

«Oggi i timori sono diventati certezze – prosegue – nel momento in cui un sottosegretario del suo governo torna alla carica nel richiedere alle nostre aziende, a distanza di cinque anni, di dimostrare che quelle agevolazioni sono state meritate».

«Renzi non ha mai trovato un’ora del suo tempo per venire all’Aquila – ricorda Liris – Renzi si è dimostrato sordo alle grida d’aiuto provenienti dai sindaci del nostro territorio, alcuni suoi sodali abruzzesi avevano promesso massima attenzione e certezze di finanziamento per L’Aquila e i 56 comuni del cratere: finora, però, si sta dimostrando solo un istrionico bugiardo».

«Tra l’altro – aggiunge – nella quasi indifferenza dei democrat aquilani, che si limitano a timidi sussurri: un trattamento nettamente più benvolente di quello riservato ai governi Berlusconi e Letta».

«Se queste sono le premesse, quindi – conclude Liris – i timori per il futuro sono più che fondati. Renzi all’Aquila in autunno? Se il suo biglietto da visita è questo troverà una accoglienza adeguata: il premier non dimentichi che l’abbattimento delle tasse gli aquilani se lo sono preso con la manifestazione dei 20 mila sulla A24 e non sono disposti a tornare indietro».

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