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Stanato commercio illegale di cuccioli

Un’intensa attività di monitoraggio del commercio di animali d’affezione sul WEB, avviata da due mesi dal Corpo forestale dello Stato, denominata “Operazione cuccioli in rete” mirata a contrastare il commercio illegale di cuccioli, ha consentito di individuare gravi situazioni di illegalità nelle Province di Ascoli Piceno, Fermo e Pesaro – Urbino, riguardanti il benessere animale ed il corretto esercizio delle attività commerciali.

{{*ExtraImg_212531_ArtImgRight_281x500_}}L’operazione rappresenta un ulteriore rafforzamento delle attività del Corpo forestale dello Stato a contrasto del traffico illecito dei cuccioli e del fenomeno del randagismo canino, favorito anche dalla mancata iscrizione dei cani all’anagrafe.

Grave la situazione rilevata in Provincia di Fermo, dove sono stati sequestrati 8 cuccioli di cane strappati alla mamma a soli 40 giorni, detenuti in un’abitazione di Montegiorgio in una stalla buia e maleodorante di circa 4 metri quadrati, con poca acqua putrida a disposizione e con pavimento coperto di escrementi. La responsabile commercializzava i meticci presentandoli come cani di razza ed è stata deferita all’Autorità Giudiziaria per i reati di maltrattamento e truffa.

Anche in Provincia di Ascoli Piceno sono state rilevate gravi violazioni a danno degli animali. Sono stati sequestrati 19 gatti costretti a vivere al buio in un appartamento di Grottammare pieno di immondizia ed escrementi. Il personale della Stazione forestale di San Benedetto, coadiuvato dal personale dei Servizi Veterinari e dell’Ufficio di Igiene e Sanità Pubblica, è riuscito ad entrare nell’appartamento maleodorante solamente con l’ausilio del Vigili del Fuoco, ponendo sotto sequestro gli animali che sono stati affidati ad una struttura idonea. Le due donne responsabili sono state denunciate all’Autorità Giudiziaria e rischiano pene fino ad un anno di reclusione e multe fino a 15.000 euro.

In Provincia di Pesaro 96 controlli e 28 sanzioni amministrative sono il bilancio provvisorio della campagna di controllo e prevenzione a tutela degli animali d’affezione. In 25 casi i cani controllati sono risultati non iscritti all’anagrafe canina, strumento essenziale per monitorare la popolazione canina provinciale e per evitare e ridurre il pernicioso fenomeno del commercio illegale di cuccioli importati illegalmente dall’estero, dell’abbandono e del randagismo. In 3 casi è stata riscontrato l’utilizzo di collari ad impulsi elettrici, vietato dalla norma e capace di produrre seri disturbi all’animale.

L’attività finalizzata al rispetto della normativa in materia di anagrafe canina è stata svolta unitamente al Servizio Veterinario dell’Azienda Sanitaria Unica Regionale Marche. Infine in Provincia di Ancona, nel Comune di Tre Castelli in un grosso allevamento di cani “toys”, è stata riscontrata la detenzione di 6 chihuahua non iscritti all’anagrafe canina, il mancato rispetto delle superfici minime per la detenzione di cani, nonché la mancanza di un reparto da adibire ad ambulatorio veterinario per tutti gli interventi di natura sanitaria, compresa la soppressione eutanasia degli animali.

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