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Ebola virale, Tiberti: «Italia salva, per ora»

«L’Italia al momento è salva, ma i controlli e il livello di attenzione devono essere continui e molto elevati». Così il professor Sergio Tiberti, docente di Igiene del dipartimento di Medicina dell’Università dell’Aquila e componente del Comitato scientifico del Centro nazionale per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ccm) che si sta occupando proprio di ebola.

«In Africa purtroppo la situazione peggiora di giorno in giorno, i Paesi africani dovrebbero provare a chiudere le frontiere in uscita e in entrata. In pratica, serve la messa in quarantena. E in Europa occorrono controlli massicci sui viaggiatori da e per l’Africa, anche coloro che arrivano con I barconi nelle nostre coste».

«Stando a quanto dichiarato dalla Organizzazione mondiale della Sanità – continua Tiberti -, da più di 40 anni non scoppiava un’epidemia di ebola come quella che si sta concretizzando nel mondo. D’altra parte, in Africa si muore di Ebola, ma è come se fosse un fenomeno di auto eliminazione della malattia. Ma questa epidemia è diversa, nettamente più pericolosa. Qui siamo in presenza di un virus di portatori sani, i pipistrelli, che non muoiono e che lo attaccano alle scimmie mordendole. E quella di scimmia è una carne che si mangia in diversi parti del mondo, specie in quei luoghi in cui è forte la presenza di africani. Qualche giorno fa, per capirci, in Inghilterra c’è stato un maxi sequestro di carne di scimmia».

Il virus, insomma, non si ‘passa’ respirando, come avviene per l’influenza. Ma il pipistrello, ad esempio, può anche mordere la frutta, quindi i rischi aumentano, chiarisce il professore che sull’argomento vaccino sottolinea: «esiste un siero, sperimentale, che sembra abbia dato qualche risultato negli Stati Uniti, ma ne sono stati sintetizzati soltanto due grammi, qui servirebbe invece una produzione massiccia del farmaco».

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