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Marcinelle, il sacrificio dei minatori abruzzesi

Con 262 rintocchi della campana Maria Mater Orphanorum, accompagnati dall’appello in ordine alfabetico delle vittime, ha preso il via, al Bois du Cazier, la 58esima commemorazione della tragedia di Marcinelle, nella quale persero la vita 262 minatori, di cui 136 italiani. Alla giornata, organizzata dal sindaco di Charleroi Paul Magnette, hanno partecipato, per l’Italia, il sottosegretario agli Esteri Mario Giro, l’ambasciatore Alfredo Bastianelli e il presidente del consiglio regionale dell’Abruzzo Giuseppe Di Pangrazio.

«Rendere omaggio ai 262 minatori che l’8 agosto 1956 persero la vita in quella miniera è stato un momento significativo – ha detto Di Pangrazio – Due luoghi simbolo di questa tragedia, Bois du Cazier e Manoppello, sono tornati ad abbracciarsi per ricordare un sacrificio che rimarrà per sempre l’emblema dell’immigrazione italiana e dell’integrazione sociale».

{{*ExtraImg_212325_ArtImgRight_300x168_}}«Il sacrificio di questi uomini – ha sottolineato Di Pangrazio – è stato ed è ancora oggi per tutti noi emblema di una generazione che è spinta ad emigrare alla ricerca di un futuro migliore, il mio pensiero va ai giovani che sono costretti a lasciare l’Italia per avere un lavoro. Questo luogo rappresenta il primo esempio di integrazione sociale e culturale di uomini aventi nazionalità diversa, che, nel dopoguerra, confluirono in Belgio per un solo e unico motivo: il lavoro. È il ricordo di un martirio che rinnova la sua attualità ogni volta che i fatti di cronaca ci danno testimonianza di nuovi incidenti sui luoghi di lavoro».

«La sicurezza nei luoghi di lavoro è un diritto irrinunciabile che ricade su ciascuno di noi – ha aggiunto Di Pangrazio – Nell’auspicio che i giovani sappiano fare tesoro dell’abnegazione dei minatori di Marcinelle e che questa tragedia possa continuare ad essere un punto di riferimento per le future generazioni». Le vittime abruzzesi della tragedia furono 61.

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