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La Regione ‘inventa’ i Commissari: luci e ombre

«No senza se e senza ma alla figura dei commissari per gli uffici regionali». Lo dice il consigliere regionale Domenico Pettinari (M5S), in riferimento alle modifiche della struttura amministrativa in corso di esame nelle commissioni in Consiglio.

Il M5S è contro «perché di fatto è un commissariamento della Regione con una deriva autoritaria che non ci piace – prosegue Pettinari – Se dovesse passare la figura del commissario esterno, pagato dai contribuenti, per gli uffici amministrativi saremmo di fronte al potere sostitutivo dell’organo politico sull’apparato tecnico amministrativo».

«Se l’obiettivo, condivisibile, è quello di snellire la macchina amministrativa abruzzese, invece di commissariare i dirigenti cerchiamo di far lavorare quegli uffici che hanno lacune od altro magari evitando di dare i premi a fine anno», chiude Pettinari.

Domenico Pettinari poi spiega che «Ci battiamo per l’abolizione commissari perché riteniamo rappresentino un potere sostitutivo eccessivo dell’organo politico sulla dirigenza tecnico-amministrativo, figura secondo noi per questa ragione incostituzionale. Non è vero che i commissari non costeranno nulla: quando nella legge è scritto che non ci saranno ‘oneri aggiuntivi’ lo si dice riferendosi comunque ad un budget di 1,8 milioni di euro a cui la legge fa riferimento. E l’assenza di oneri aggiuntivi è poi riferita solo a quest’anno. Nella proposta di legge – conclude Pettinari – si dice non che i capi di dipartimento sono sei, ma che sono di pari numero rispetto agli assessori. Allora ci chiediamo: cosa accade se, come è nelle intenzioni della maggioranza, gli assessori diventano otto? Per evitare fraintendimenti il numero di sei riferito ai direttori deve essere scritto nero su bianco nel provvedimento».

Anche Mauro Febbo sembra essere dello stesso avviso. «Questa legge di riordino è utile e necessaria, siamo d’accordo con la riduzione del numero dei direttori, del resto siamo stati noi ad aver già ridotto a sei quello degli assessori. Siamo contrari però in primo luogo all’introduzione della figura dei commissari, almeno in questo progetto di legge».

Così il componente di Forza Italia della prima commissione e presidente della Commissione garanzia, sulla modifica alla legge 77 del 99 sull’organizzazione in discussione nella commissione bilancio. Dalle parole ci sono spiragli di apertura ad una intesa per ritirare i circa 400 emendamenti ed approvare la riforma della macchina amministrativa che poi sarà al vaglio del consiglio regionale nella seduta convocata alla vigilia di ferragosto. In riferimento ai commissari, Febbo sottolinea che «non è chiaro se il commissario sarà una figura tecnica o invece politica, che dipende direttamente dal presidente di giunta. A noi può andare bene solo se è una figura tecnica e comunque serve un’altra legge ad hoc. Il presidente di Regione non può nominare un commissario in solitudine, senza coinvolgere il consiglio regionale, che possa poi controllare il suo operato».

Anche perché, aggiunge Febbo, «il controllo su enti e agenzie regionali può essere svolto dai direttori, non è necessario aggiungere la figura dei commissari». Discorso analogo sulla ridefinizione delle materie di competenza dei nuovi sei dipartimenti, previsti al posto delle direzioni. «A decidere – sottolinea Febbo – non può essere solo la giunta, anche in questo caso va coinvolto il consiglio regionale, e va garantita l’invarianza di spesa e quindi non si creino nuove figure e ulteriori costi, diretti e indiretti, gravanti sul bilancio della regione».

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