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Automobili e assegni scoperti, aquilano truffato

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La sezione aquilana del compartimento di polizia stradale per l’Abruzzo ha scoperto una presunta truffa con il sistema degli assegni “scoperti” e denunciato, a vario titolo, tre persone.

Tutto è iniziato, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, nel novembre del 2013, quando un cittadino aquilano ha sporto denuncia-querela perchè «aveva venduto la propria Bmw Serie 1, ma era stato pagato con un assegno postale di 7.000 euro privo di provvista». La polizia ha immediatamente accertato che «il giorno seguente alla vendita, l’acquirente aveva radiato il veicolo per “demolizione per esportazione”, consegnandolo ad un cittadino albanese che lo aveva portato in Albania».

A seguito delle attività di indagine, però, i presunti responsabili della truffa sono stati individuati e identificati dalla polizia dell’Aquila, che li ha deferiti alla Procura della Repubblica. Si tratta, riferiscono gli investigatori, «di due donne, una 36enne e una 38enne, entrambe di origini beneventane ma residenti in Abruzzo e con precedenti di polizia specifici, che devono rispondere del reato di truffa aggravata, e di un cittadino albanese di 41 anni che deve rispondere del reato di ricettazione».

Tramite il servizio Interpol del ministero dell’Interno è stata attivata la collaborazione del dipartimento di lotta contro i traffici illegali della polizia albanese, che, su indicazione della polizia dell’Aquila, ha recentemente provveduto al sequestro dell’autovettura nel distretto della città di Durazzo.

La Procura della Repubblica dell’Aquila, nella persona del Pm Simonetta Ciccarelli, sta procedendo con rogatoria internazionale per il recupero del veicolo.

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