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SantiAbruzzo, Chiodi: «Risanamento anche merito mio»

«La promozione ottenuta dalla sanità abruzzese da parte del Tavolo di monitoraggio romano che si è tenuto lunedì, composto tra gli altri, dai Ministeri dell’Economia e della Salute e dall’Agenas, rappresenta il riconoscimento dell’importante lavoro di risanamento portato avanti in questi anni da me e dalla mia giunta».

Lo afferma il Consigliere regionale Gianni Chiodi, ex commissario alla sanità. «Il Tavolo – continua Chiodi – ha constatato che i provvedimenti sin qui adottati sono in linea con il percorso virtuoso che in tempi brevi porterà l’Abruzzo fuori dal Commissariamento ed in particolare, come io ho più volte ribadito, ha riconosciuto il miglioramento sui livelli essenziali di assistenza che permetterà all’Abruzzo, nei prossimi mesi, di ottenere l’adempienza piena come le migliori regioni del nord. Inoltre, per il quarto anno consecutivo – prosegue Gianni Chiodi – il sistema sanitario abruzzese ha presentato i conti in ordine, con un avanzo certificato di dieci milioni di euro, che in realtà è ben maggiore in quanto tale cifra non considera gli utili riportati dalle singole aziende sanitarie. Sono contento – continua il consigliere regionale di Forza Italia – che al tavolo di monitoraggio abbia partecipato l’assessore Paolucci, che in questi ultimi anni ha continuato ad attaccarmi sui giornali dicendo che la sanità abruzzese non andava così bene come dicevo, che nascondevo i dati effettivi ai cittadini e che non potevo vantare nessun risultato data la mia fallimentare esperienza. Spero che oggi abbia cambiato idea, considerando che tutti i provvedimenti discussi ieri sono tutti della mia gestione commissariale».

«Vorrei inoltre ricordare all’assessore Paolucci – attacca Chiodi – che oggi non è più il segretario regionale del Pd ma rappresenta l’Abruzzo, non gli fa onore continuare a parlare di buco di 150 milioni, perché il verbale del tavolo romano sarà noto a tutti e i 38 milioni trasferiti dal bilancio alla sanità di cui parla, fanno parte del mio piano dei trasferimenti dei fondi approvato con mio decreto a marzo 2014. Ne avevo previsto il trasferimento entro il 31 luglio e così è stato. Anche perché – conclude Chiodi – se ci fosse un buco di 150 milioni, l’Abruzzo avrebbe dovuto aumentarle le tasse e non ridurle, come invece è stato».

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