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Roio, la Festa del Pane

di Giovanni Sfarra*

Si è ripetuta anche quest’anno la tradizionale “Festa del Pane” di Roio, una manifestazione estiva organizzata dalla comunità locale e ideata già prima del terremoto. Se fino alla passata edizione erano solo i forni di Roio Poggio ad essere accesi, quest’anno anche le altre frazioni di Roio Piano, Roio Colle e Santa Rufina si sono unite, rispondendo con entusiasmo e impegno all’invito del comitato organizzatore di Roio Poggio, per dimostrare che con l’unione si possono fare cose “grandi”. E grande è stato, infatti, il risultato della manifestazione, con balli, canti e scenette tratti dalla tradizione popolare.

Già dal sabato le comunità si sono animate, con spirito di autentica collaborazione, per la lavorazione e la cottura del pane presso i forni patronali delle varie frazioni, facendo rivivere ai giovani ma soprattutto agli anziani i momenti della preparazione del forno e l’attesa della messa a temperatura.

Per l’occasione sono stati rispolverati oggetti e costumi del passato: setacci, spianatoie, pale di legno, scaldini, falcetti, coti, acquai e tante altre attrezzature che una volta venivano utilizzate per la mietitura, la macinazione del grano, la lavorazione della farina e la panificazione.

La festa ha animato le vie del paese, con gli abitanti delle quattro frazioni aquilane che hanno sfilato in corteo con i propri simboli, colori, trattori, attrezzi e naturalmente con il protagonista della festa, il pane, mentre canti e suoni di chitarre, fisarmoniche ed organetti rallegravano il cammino.

Dopo un animato passaggio nella piazza di Roio Poggio, di fronte al Santuario della Madonna di Roio (coperto dalle impalcature per i lavori di ricostruzione), il gruppo ha proseguito, percorrendo un tratto della via Mariana, per giungere al campetto sportivo adiacente al centro polifunzionale del paese; qui la manifestazione è arrivata al suo momento clou con la distribuzione di pane e olio, bruschette, pane cotto, pizze fritte, dolci e bevande preparati il giorno prima nei forni privati (data l’inagibilità dei forni comuni) dei paesi.

L’atmosfera ha riportato i partecipanti a rivivere la spontaneità e l’allegria della vita semplice e povera dei nostri avi che, nonostante le difficoltà, creavano dalle piccole cose un motivo di evasione all’insegna della festa, dell’unione e della solidarietà.

La buona riuscita della manifestazione che si è svolta a Roio sia di augurio e di auspicio per la “ricostruzione sociale” dei nostri borghi, affinché i segni della tragedia ci possano portare alla speranza di un futuro in cui tutti ci ritroviamo uniti all’insegna dell’amicizia e della solidarietà.

*lettore

[i]Fotografie: Giovanni Sfarra[/i]

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