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Ricostruzione: «Burocrazia minaccia imprese»

Gli imprenditori edili della provincia dell’Aquila impegnati nella ricostruzione privata post terremoto protestano per i ritardi nei pagamenti degli stati di avanzamento dei lavori (Sal), nonostante i fondi siano già depositati sui conti correnti dei proprietari delle abitazioni danneggiate. In tal modo, molte imprese sono in difficoltà, molte sono a rischio sopravvivenza. A denunciare la situazione è il vice presidente dell’Ance della provincia dell’Aquila, Stefano Cipriani.

Le cause sarebbero da ricercare nelle lungaggini burocratiche e tecniche che coinvolgono il Comune dell’Aquila, in particolare nel rilascio del Documento unico di regolarità contributiva (Durc), i tecnici, ad esempio i direttori dei lavori che devono presentare la contabilità, e gli stessi proprietari degli immobili che ritardano i pagamenti. Da sottolineare che i lavori vengono affidati direttamente dalle assemblee di condominio.

«Agli ormai noti ritardi, fino a 4 mesi, da parte dell’amministrazione nel rilascio del Durc – spiega Cipriani – si somma il ritardo dei tecnici, in particolare i direttori del lavori, scelti dal committente, che dovrebbero effettuare la contabilità in maniera più veloce». Una volta ottenuta la determina della liquidazione del Sal, è il committente che deve ritirarla al Comune e andare in banca: «spesso non hanno nessuna fretta di riprendere questo documento», spiega ancora Cipriani.

La situazione rischia di impantanarsi con il blocco dei conti correnti su cui vengono depositati i soldi per l’intervento di ricostruzione. «Una convenzione con la Cassa Depositi e Prestiti – chiarisce – prevede una durata di 4 anni del conto corrente dalla sua apertura, altrimenti viene congelato. Per ripristinare la situazione il Comune deve attivare una procedura che ovviamente porta via altro tempo».

Una possibile soluzione per velocizzare le procedure potrebbe essere, per Cipriani, «la decisione del Comune di automatizzare l’inserimento dei dati da parte dei tecnici».

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