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«L’Aquila vuole davvero puntare sul proprio Ateneo?»

«Assistiamo in questi giorni allo scontro tra l’Università cittadina e importanti esponenti politici con la Senatrice Pezzopane e il Sindaco Cialente in testa». Il gruppo civico consiliare ‘Appello per L’Aquila’ torna a dire la sua su una questione spinosa e di importanza generale.

«L’ennesima conflittualità tra le due istituzioni che fa parte, purtroppo, della storia del nostro territorio e che non mai portato negli anni a nulla di buono.

Avendo una rappresentanza in Comune ci interessa capire e proporre azioni su come l’Amministrazione possa dare il proprio contributo per la rinascita e lo sviluppo nel nostro Ateneo.

Una città Universitaria – si legge in una nota divulgata – può dirsi veramente tale quando le esigenze degli studenti diventano una priorità per lo sviluppo, ovvero sono il fulcro delle politiche dell’Amministrazione. La domanda da porsi è la seguente: L’Aquila vuole effettivamente puntare sul proprio Ateneo come innumerevoli e autorevoli studi indicano?

La domanda non è affatto retorica in quanto in questi ultimi anni le politiche e le risorse dell’Amministrazione non sono certo andate in questa direzione.

Altrimenti in cinque anni si sarebbe provveduto all’apertura di spazi sociali e culturali di aggregazione giovanile, essenziali per gli studenti e per tutti i ragazzi della nostra città. Invece nulla, non è stato evidentemente ritenuto prioritario, i pensieri dell’Amministrazione erano rivolti ad altro, per esempio all’aeroporto».

«Sono scelte di distribuzione delle risorse che la città paga. Come del resto le politiche di mobilità ben esemplificate dallo sciagurato piano della Giunta, che insieme ad altri siamo riusciti a fermare in Commissione, che prevedeva per risparmiare sui trasporti pubblici il dimezzamento proprio delle corse più frequentate dagli studenti.

Anche l’Agenzia Casa, un’iniziativa di per se positiva, alla prova dei fatti non sta funzionando, i numeri parlano chiaro. Della piattaforma informatica di supporto annunciata più di tre anni fa nemmeno l’ombra e anzi dell’Agenzia Casa è sparito qualsiasi riferimento sul sito del Comune.

Quanto alle classifiche evocate dal Sindaco, che vedono la nostra Università sofferente, lo invitiamo a preoccuparsi di quelle sulla qualità della vita e sulle percentuali di raccolta differenziata: L’Aquila è sempre maledettamente in fondo anche in confronto con altri territori abruzzesi. Anche questi sono fattori fondamentali nella visione e costruzione di una città attraente.

Insomma, in onestà e senza polemiche, chi può dire che il Comune abbia in questi anni incentrato la sua azione sulla costruzione di una città universitaria?

Un miglioramento dei servizi per i giovani universitari è una misura necessaria non solo per chi sceglie e sceglierà la nostra città, ma soprattutto per i tanti giovani aquilani che studiano, lavorano e risiedono in città o comuni limitrofi. Oggi la situazione è il desolate vuoto della pagina “Servizi per gli studenti universitari” sul sito web del Comune».

«Occorre – continua Appello per L’Aquila – un deciso cambio di passo e di mentalità che coinvolga anche la nostra Università che ha il dovere sociale di mettere a disposizione i tanti saperi multidisciplinari che possiede al servizio della rinascita dei nostri territori. Funzione che solo in minima parte ha svolto dopo il sisma: sinceramente ci si aspettava maggior impegno e coraggio, dall’istituzione ma anche dai singoli docenti, nel momento in cui venivano prese decisioni fondamentali per il nostro futuro (per esempio il Progetto Case).

L’Università non può che essere coinvolta sulle politiche urbanistiche e della ricostruzione, visto che le scelte sulla dislocazione delle sedi e sulla destinazione delle strutture di sua proprietà in centro storico la pongono di fatto come importante interlocutore».

«Si esca quindi – conclude Appello per L’Aquila nella nota – dalle polemiche e si avvii finalmente la strategia politica cittadina che in questi anni è mancata.

Dedichiamo un Consiglio comunale straordinario al nostro Ateneo in cui poter confrontare tutti i progetti e le proposte a partire da quelle delle componenti studentesche: dovrebbe essere il primo passo verso l’istituzione di un tavolo di lavoro permanente che affronti sistematicamente le numerose problematiche e sia al contempo un laboratorio di idee e iniziative su cui coinvolgere tutta la cittadinanza.

Vista la situazione di difficoltà generale, unire forze e competenze potrebbe essere utile a tutti e soprattutto alla città. Sicuramente più dei battibecchi a mezzo stampa».

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