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Mercato cinese, un’opportunità d’oro per l’Abruzzo

Esistono buone opportunità per le piccole imprese abruzzesi di scoprire il mercato cinese, e creare un distretto del made in Italy.

Arrivano dalla città di Jimo, nella regione dello Shandong, al confine con Qingdao, dove aprirà presto i battenti un imponente centro commerciale internazionale che, una volta completato, svilupperà la dimensione “monstre” di 300mila metri quadrati.

Del progetto, che riguarda da vicino le imprese dei settori della moda, dell’agro-alimentare, del mobile, dell’oreficeria e della cosmetica, si è parlato a Pescara nel corso di un incontro tenuto nella sede regionale della Cna, presenti il presidente regionale della confederazione artigiana, Italo Lupo, Sun Wen yu, manager di riferimento del progetto per il mercato italiano, e i rappresentanti di una ventina di imprese abruzzesi.

Ai cinesi interessano soprattutto le produzioni di fascia medio-alta, ovvero quelle che l’immenso mercato del Celeste Impero identifica come il marchio di qualità del made in Italy.

Jimo, una delle tre città più importanti della Cina per le attività all’ingrosso (160mila addetti, 26 chilometri quadrati di superfici destinate al commercio, scambi commerciali per 30 miliardi di yuan, infrastrutture faraoniche con ben due aeroporti nell’area) punta con decisione al rafforzamento della sua vocazione commerciale: sono infatti in programma per i prossimi cinque anni, secondo fonti locali, investimenti per ben 15 miliardi di dollari.

Il progetto, che può interessare da vicino le imprese abruzzesi, dovrebbe svilupparsi all’interno della nuova struttura commerciale – primo tassello della lunga serie di investimenti programmati – con 20mila metri quadrati destinati al made in Italy. Il progetto di Jimo, giudicato strategico per lo sviluppo delle relazioni commerciali tra Cina e Italia, è stato seguito direttamente l’Ice, l’Istituto per il commercio estero, impegnato nella ricerca delle possibili imprese interessate; ruolo che vede la stessa Cna protagonista.

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