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Vacanze all’estero? Occhio alle malattie infettive

Arrivano le ferie e chi decide di volare all’estero deve fare attenzione al rischio di malattie infettive. Dall’Africa all’Oriente sono varie le infezioni endemiche, così gli specialisti della Società italiana malattie infettive e tropicali (Simit) consigliano di prendere le giuste precauzioni per evitare spiacevoli conseguenze.

Coloro che intendono recarsi all’estero, affermano gli esperti, dovrebbero programmare per tempo le necessarie misure profilattiche per prevenire i rischi sanitari, spesso di natura infettiva, ma non solo, che possono verificarsi soprattutto nei Paesi del sud del mondo.

In particolare, è fondamentale fare attenzione a zanzare, acque, animali selvatici e rapporti sessuali: saranno questi, infatti, i principali canali di trasmissione per malattie infettive durante le prossime settimane di vacanze.

In gran parte dell’Africa sub-Sahariana, ad esempio, la malaria, trasmessa di sera e di notte dalle zanzare Anopheles, rimane il pericolo principale da prevenire adeguatamente, anche mediante l’assunzione di opportuni farmaci profilattici, per le conseguenze potenzialmente mortali che comporta. Oltre alle zanzare, spiega il presidente Simit, Massimo Andreoni, «vanno ricordati i rischi, anche gravi, connessi all’ingestione di acqua o alimenti contaminati che possono causare patologie quali l’epatite virale A e che richiedono il rigoroso rispetto di norme alimentari che evitino il pericolo di contaminazione».

Tuttavia, è il richiamo degli esperti, «il maggior numero di morti tra i turisti è causato da imprudenze accidentali sulla strada o in ambito sportivo ed è dunque necessaria una particolare cautela nell’uso delle bevande alcoliche».

Insomma, se il viaggio è occasione di spensieratezza e di piacere, conclude Andreoni, «è quanto mai opportuno pianificarlo con accuratezza anche sotto il profilo sanitario, rivolgendosi per tempo a chi potrà fornire i più opportuni consigli vaccinali, oltre che provvedere a stipulare un’adeguata copertura assicurativa per le eventuali necessità sanitarie che dovessero rendersi necessarie nel Paese di destinazione».

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