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«Dalla Marsica si rema contro L’Aquila»

«L’esclusione della Marsica, operata dalla giunta D’Alfonso, dagli aiuti a finalità regionale ai sensi dell’articolo 107.3.c del Tue sta infiammando la politica estiva. Premesso che la Giunta D’Alfonso, al pari di quella Chiodi, avrebbe dovuto individuare delle aree territoriali in grado di coinvolgere le attività produttive maggiormente rappresentative di tutta la provincia dell’Aquila, spiace constatare che il dibattito sta assumendo dei toni vergognosi per colpa di chi, come Piccone, non smette mai di lanciare giudizi [i]tranchant[/i] sull’Aquila». A sottolinearlo, attraverso una dura nota, è Alfonso Magliocco (Forza Italia).

«Le sue dichiarazioni (“[i]Far ripartire le aree dell’Aquila con una sfida sul piano industriale è una follia. Se L’Aquila ha il più grande cantiere d’Italia perché non gli basta e ha bisogno di andare a rosicchiare qualcosa che poteva essere utile a tutto il territorio?[/i]”) sono – sottolinea Magliocco – la rappresentazione plastica di un campanilismo a senso unico. Piccone dimentica, infatti, che molte sono le ditte marsicane impegnate nella ricostruzione ma, cosa ancora più grave, e che riguarda anche altri amministratori (Magliano), è che L’Aquila è stata depredata dei fondi per la ricostruzione delle scuole con il silenzio complice del centrosinistra aquilano. Celano (ma anche Magliano), infatti, ha beneficiato di un finanziamento per la realizzazione di nuove scuole senza avere avuto danni a quelle preesistenti (vengono attualmente utilizzate e considerate agibili oltre che oggetto di gare d’appalto per la messa in sicurezza antisismica negli anni antecedenti al 2009) nonostante la delibera Cipe stabilisse come condizione necessaria il nesso di casualità con il sisma del 2009. Per non parlare, poi, dei fondi per i Map, iscritti in bilancio dal Comune (sono forse serviti per non perdere la possibilità di fare investimenti?) che sono stati restituiti dopo anni e dopo numerosi solleciti del Dipartimento di Protezione Civile. E non dimentichiamo nemmeno l’emendamento in Senato a firma Piccone-Tancredi che è servito, con la scusa del sisma, a portare avanti il progetto del campo fotovoltaico di Celano a condizioni vantaggiose per il Comune. O vogliamo parlare dell’accorpamento delle Asl provinciali che ha avuto l’unico obiettivo di risanare i bilanci malconci della Asl di Avezzano e Sulmona con i soldi dell’assicurazione dell’Ospedale dell’Aquila?»

«Come è evidente – aggiunge Magliocco – il sisma dell’Aquila è stato un affare per molti (anche di altre Province) tranne che per L’Aquila e gli aquilani che hanno perso persone care e le proprie case. Alla luce di tutto ciò Piccone, e chi come lui è in preda ad un campanilismo a senso unico, trovi una valida giustificazione sul perché sarebbe giusto escludere L’Aquila e il cratere dall’107.3.c, come voluto da Chiodi, e non lo sarebbe escludere la Marsica, ma soprattutto la smetta di fare la “finta vittima” e si adoperi per trovare una soluzione in grado di garantire tutti i territori. Questa sarebbe maturità politica».

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