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Aggregato ‘il Grifo’, la replica dell’azienda

«Premetto che il contratto esistente con il Consorzio Il Grifo risale ad oltre tre anni fa (aprile 2011).

Premetto anche che le operazioni societarie nel frattempo poste in essere dal Consorzio Consta, da Consta Spa e da Palomar sono tutte corrette sotto i profili di legge e che esse sono sempre state comunicate tempestivamente al Consorzio Il Grifo». A seguito delle ultime indiscrezioni riguardo i lavori di riparazione con miglioramento sismico sull’aggregato n. 6778 (quartiere S.Giusta), in cui, a detta di Vincenzio Colorizio ([url”Quer pasticciaccio brutto de via del Grifo”]http://ilcapoluogo.globalist.it/Detail_News_Display?ID=107381&typeb=0&Quer-pasticciaccio-brutto-de-via-del-grifo[/url]), la Palomar del gruppo Mantovani, «in assenza di requisiti (SOA), avrebbe voluto l’appalto di 5 milioni di euro affidato nel 2011 alla Consta Soles SpA». Una storia con molte pieghe non ben spiegate. La società affila le unghie e risponde a tono. Giudicate false le argomentazioni avanzate precedentemente contro l’azienda.

A replicare è Francesco Benetello, amministratore unico di Palomar Srl. «Inoltre, – spiega – per quanto più in particolare riguarda l’affitto del ramo d’azienda che ha direttamente interessato la scrivente Società, tale operazione è stata effettuata sotto il controllo scrupoloso e con l’autorizzazione del Tribunale di Padova, che ne ha valutato preventivamente l’opportunità e la validità. E’ inaccettabile quindi che vi sia qualcuno che, con argomentazioni giuridicamente inconsistenti, possa mettere pubblicamente in dubbio la piena legittimità e trasparenza di tali operazioni».

«Anche l’affidamento dei lavori a Consta e a Palomar è avvenuto nel più assoluto rispetto delle norme, votato e confermato a larga maggioranza dai proprietari consorziati e non si comprende quindi quali siano le ragioni di tanto feroci polemiche, posto che Palomar (diversamente da quanto falsamente sostenuto) dispone di tutti i requisiti per eseguire i lavori. E’ inutile sottolineare che la nostra azienda ha preso in carico, oltre alle commesse di Consta, anche tutta la sua organizzazione, le sue attrezzature, l’uso delle sue tecnologie e circa 80 dipendenti, di cui diversi sono aquilani ed abruzzesi.

Anche per quanto concerne l’attestazione SOA sono state scritte affermazioni totalmente false, in quanto Palomar ha da mesi documentato tutte le qualificazioni SOA in suo possesso (in parte rilevate da Consta), circostanza che trova peraltro definitiva ed inequivocabile conferma nell’attestazione aggiornata rilasciata nei giorni scorsi dall’Organismo di Qualificazione e già trasmessa al Consorzio Il Grifo. Tale attestazione – è bene precisarlo – documenta la possibilità di eseguire lavori di importo illimitato in importanti categorie di lavoro (OG1, OG3, OG9) e lavori di importo molto elevato nell’ambito del restauro di edifici vincolati».

«Purtroppo, a quanto pare, un’esigua minoranza (composta, a quanto ci risulta, da solo due proprietari) ha utilizzato qualsiasi pretesto pur di non consentire l’inizio dei lavori con la nostra azienda.

Inutile aggiungere che questo atteggiamento, irrispettoso nei riguardi sia degli altri proprietari e dell’Assemblea Consortile, sia della Presidente Maria Giulia Bellini, che non conosco personalmente ma mi dicono essere una persona molto corretta e perbene, ha avuto e sta avendo come unica conseguenza la paralisi dell’attività del Consorzio ed un ritardo nell’avvio dei lavori, per il quale Palomar è, invece, pronta da tempo.

Quanto poi all’inqualificabile tentativo di far presumere l’esistenza di chissà quali intese fra Palomar e la Presidente del Consorzio Il Grifo, si tratta evidentemente di gratuite quanto infondate illazioni, talmente lontane dalla realtà che si commentano da sé. Basti considerare, al riguardo, che l’affidamento dei lavori è avvenuto, con il voto unanime dei proprietari consorziati, ancora nell’aprile del 2011, in un contesto che mi dicono fosse molto diverso, caratterizzato da un clima assai meno aspro di quello di oggi.

Assolutamente pretestuoso e risibile è poi il riferimento alle istanze presentate da Consta nell’ambito della procedura concordataria. I tecnicismi di una materia complessa come quella relativa alle procedure concorsuali avrebbero dovuto consigliare a queste persone una maggiore prudenza, che purtroppo non vi è stata».

«Occorre – continua l’amministratore – anche chiarire (soprattutto ai Condomini, ai Consorzi Obbligatori ed ai loro Amministratori e Presidenti) che l’avvenuto affidamento dei lavori a Consta e, quindi, il subentro di Palomar nella qualifica di appaltatore, comporta l’obbligo per quest’ultima, sia nei confronti di Consta, sia nei confronti del Tribunale di Padova, di preservare le commesse acquisite, e non può quindi sorprendere che, da parte nostra, si sia inteso avvertire il Consorzio Il Grifo delle inevitabili conseguenze di un suo eventuale, per fortuna oggi lontano, recesso.

Non vorremmo che la polemica sorta circa l’appalto dei lavori del Consorzio Il Grifo rappresenti la punta di un iceberg, la parte emersa di un fenomeno iniziato – a quanto riferitoci – lo scorso settembre, quando Consta Spa si è trovata nella necessità di avviare una procedura concordataria e ha dovuto da allora subire il ripetuto, quasi scientifico, tentativo, da parte di alcune aziende, di sottrarre a Consta il suo portafoglio lavori. Pur di conseguire questo obiettivo, per convincere condomini ed amministratori ed ottenere il riaffidamento dei lavori, sono state e vengono fatte da alcune imprese promesse di tutti i tipi, a volte di dubbia legittimità (non dimentichiamo si tratta di lavori eseguiti con fondi pubblici), e vengono assunti impegni quanto meno discutibili dal punto di vista della correttezza, della buona fede e della professionalità (come, ad esempio, quello di farsi carico degli oneri di un eventuale contenzioso con Consta e Palomar, mettendo a disposizione studi legali, con oneri a carico delle imprese subentranti). Adesso, evidentemente, si ricorre anche ai media, per esercitare pressioni ancora più violente sui consorziati che la pensano diversamente.

A questo punto non possiamo non domandarci se è corretto e legittimo che delle aziende si rivolgano alle Assemblee Condominiali e Consortili cercando di convincere i condomini ed i proprietari a risolvere i contratti già sottoscritti con aziende già incaricate, garantendo l’integrale copertura delle spese legali e degli oneri risarcitori e chissà quali altri vantaggi. E poiché questo fenomeno è sempre più diffuso e – a quanto pare – non coinvolge solo la nostra azienda, riteniamo opportuno e doveroso che le Autorità intervengano per porre ad esso fine, poiché questo comporta senza dubbio conseguenze sulla qualità dei lavori, che vengono indirettamente depauperati di importanti risorse, e, in definitiva, sugli stessi cittadini».

«Alla luce di tutto ciò, – si conclude – non possiamo tollerare che l’enorme sforzo, l’impegno costante e la dedizione che il nostro personale quotidianamente profonde nel territorio aquilano per conseguire gli obiettivi che dovrebbero essere cari a tutti (ossia l’esecuzione scrupolosa dei lavori d’appalto) vengano messi in pericolo da affermazioni tanto gratuite quanto infondate sul nostro conto».

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