Quantcast

Prostituzione sulla costa d’Abruzzo, 5 assoluzioni

Si è concluso con cinque assoluzioni il processo dinanzi al Tribunale di Chieti a carico di altrettante persone accusate di associazione a delinquere finalizzata all'induzione e al favoreggiamento della prostituzione nell'ambito di un'indagine sulla gestione di due locali abruzzesi, i night club Taix di Francavilla al Mare e Roseto degli Abruzzi.

I fatti risalgono al 2006. Il collegio ha assolto perchè il fatto non sussiste Francesco Rocco Di Renzo, 64 anni di Francavilla, ritenuto il capo nonché gestore di fatto dei due night club, Jiri Simka, 60 anni, della Repubblica Ceca, Carmine Torino, 46 anni di Vasto, una argentina di 57 anni, Beatriz Graciele Hermosilla e un suo connazionale di 37 anni, Javier Enrique Vigo.

Il pubblico ministero Marika Ponziani aveva chiesto la condanna a 6 anni di reclusione e 5.000 euro di multa per Di Renzo e 4 anni e 3.000 euro per gli altri imputati. E' invece intervenuta la prescrizione per un sesto imputato, estraneo all'organizzazione e accusato inizialmente di peculato: si tratta di un poliziotto di Roma, Michele Ercoletti, che avrebbe utilizzato un'auto di servizio per recarsi nell'aprile del 2006 a Francavilla presso il Taix.

Nei suoi confronti il Pm durante la requisitoria ha però ipotizzato il reato di peculato d'uso, fattispecie coperta da prescrizione. In quel periodo Ercoletti era l'autista all'allora sottosegretario Giovanni Dell'Elce, con quest'ultimo che, come ha riferito egli stesso in aula in qualità di testimone, fra il 2005 e il 2006 si recava spesso a Pescara, dove aveva un'abitazione, accompagnato da Ercoletti. Secondo l'impianto accusatorio c'erano ragazze provenienti dall'est europeo che, ridotte all'indigenza fra le spese per saldare l'iniziale debito che contraevano, ovvero le spese per entrare in Italia, e considerato che il loro compenso come ballerine per l'attività svolta nei night si riduceva a poche decine di euro a causa delle spese loro imposte e delle continue multe che erano costrette a pagare, di fatto erano indotte ad uscire con i clienti del night e avevano rapporti sessuali con loro per procurarsi denaro. Denaro quest'ultimo che però, come è emerso dalle testimonianze, restava nella disponibilità delle ragazze stesse.