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Emergenza salmonella, summit in Comune

«La Asl, dietro mia richiesta, si è impegnata a specificare per quali acque deve essere vietata la captazione e rispetto a quali usi, con particolare riferimento a quelli industriali».

È quanto ha dichiarato il sindaco dell’Aquila Massimo Cialente al termine di una riunione, convocata dallo stesso primo cittadino, volta a fare il punto della situazione in merito alla segnalazione, da parte della Asl, di un’epidemia di salmonellosi umana nel territorio aquilano.

A seguito della comunicazione il sindaco, come massima autorità sanitaria locale, aveva emanato, il 16 giugno scorso, un’ordinanza con la quale si vietava la captazione di tutte le acque superficiali nel territorio comunale, per tutti gli usi.

Alla riunione, che si è tenuta nell’Aula Consiliare, hanno preso parte la Asl, l’Arta, la società Gran Sasso Acqua, il Consorzio di Bonifica, gli Uffici del Genio civile, rispettivamente, di Regione e Provincia e i sindaci del comprensorio. Per il Comune dell’Aquila, oltre al sindaco, era presente la dirigente del settore Ambiente Paola Giuliani.

«Ho fatto notare, in primo luogo, – ha dichiarato Cialente – il grave ritardo con il quale i soggetti preposti hanno informato i sindaci, che sono venuti a sapere dell’emergenza solo il 27 maggio. Ho inoltre ricordato che l’Ordinanza dello scorso 16 giugno era forzatamente generica, dal momento che la nota della Asl con la quale se ne ravvisava la necessità, non era in grado di fornire ulteriori informazioni e specificazioni. È chiaro, tuttavia, che, data la stagione, il divieto di captazione delle acque superficiali, e dunque di irrigazione, genera problemi alle colture e disagi al settore ortofrutticolo, per non parlare delle ripercussioni a livello di industrie. Per questa ragione ho chiesto alla Asl, alla luce degli esami nel frattempo effettuati, di chiarire rapidamente, attraverso una nota ricognitiva, quali sono le acque da interdire e per quali usi, con particolare riferimento a quelli industriali. Sulla base di questi dati potrò quindi emanare una nuova ordinanza, a integrazione e parziale modifica della precedente. Sono tornato inoltre a chiedere all’Azienda sanitaria la pubblicazione di un “vademecum”, contente indicazioni precise sui comportamenti da adottare e su quelli da evitare».

«A breve avremo dunque gli strumenti per circoscrivere meglio sia l’emergenza che le condotte a rischio. Ho chiesto, inoltre, all’Arta – ha proseguito il sindaco – di effettuare delle analisi immediate sulle acque dei due laghi di Bagno e su tutti i fiumi del territorio, a partire dalle sorgenti. I prelievi, d’ora in avanti, li effettuerà l’Arta, di concerto con la società Gran Sasso Acqua che, da parte sua, intensificherà le operazioni di disinfezione delle tubature. La Regione stabilirà invece nuovi criteri relativamente alla quantità di clorazione concessa in questa fase. Mi preme chiarire, infine, – ha concluso il sindaco – che non vi sono problemi per quanto riguarda l’acqua potabile che, pertanto, può essere utilizzata senza timori».