Adsu, perdura lo stato di agitazione

Ancora disagi e proteste nell'Adsu aquilana. L'organizzazione sindacale comunica che perdurando «lo stato di disorganizzazione dell’Ente che ingenera nei lavoratori incertezza riguardo alla catena di comando con pesanti ripercussioni riguardo all’efficacia delle azioni amministrative messe in atto dai medesimi ed ai servizi erogati, non può essere revocato lo Stato di Agitazione dei lavoratori dell’ADSU dell’Aquila». Così si legge in una nota a firma del Segretario di Cgil Abruzzo,

Ferdinando Lattanzi.

Il sindacato ritiene che «la principale causa della situazione venutasi a creare presso l’Ente ed ormai perdurante da circa due anni sia dovuta all’ostilità, apertamente manifestata in ripetute occasioni anche pubbliche, di alcuni componenti del Consiglio di Amministrazione nei confronti dell’unico Dirigente dell’Ente e della gran parte dei lavoratori ritenuti “fedeli” al Dirigente medesimo».

«Come puntualmente riportato nei verbali redatti nel corso del tentativo di raffreddamento dei conflitti, il C. di A. ha messo in atto, nel corso degli ultimi due anni procedure ritenute illegittime sia dagli organi di controllo della Regione Abruzzo sia dalla Corte Costituzionale, che hanno posto l’ADSU nella condizione di criticità in cui attualmente si trova».

Si chiede al Presidente della Giunta Regionale dell’Abruzzo di adottare i provvedimenti necessari nei confronti del C. di A. affinché si possano rimuovere le criticità che hanno portato alla proclamazione dello Stato di Agitazione.