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Discarica Bussi, pg Cassazione: processo resti a Chieti

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Il procuratore generale della Cassazione ha chiesto il rigetto della richiesta degli avvocati della Montedison di spostare il processo sulla discarica di Bussi da Chieti.

Nello specifico, i legali della Montedison chiedono che il processo si tenga «in una sede dove i soggetti giudicanti non siano già riconosciuti essere stati 'contaminati', esposti a pericoli per la loro salute».

La vicenda sulla mega discarica di rifiuti tossici, rinvenuta nel marzo 2007, conta 19 imputati, quasi tutti ex amministratori e vertici della Montedison, accusati di avvelenamento delle acque e disastro ambientale doloso.

Nel corso dell'udienza, durata due ore, l'avvocato Vittorio Supino per argomentare l'opposizione alla richiesta degli avvocati della Montedison di spostare il processo da Chieti ha citato il precedente storico del processo Matteotti, spostato da Roma a Chieti. Sostanzialmente Supino, con questo riferimento, ha voluto sostenere la tesi per cui Chieti sarebbe storicamente una sede dove i processi si possono fare perchè c'è una serenità di luogo.

Da parte sua l'avvocato Padovani, difensore degli imputati, ha citato il processo Matteotti per sostenere il contrario: Chieti sarebbe una città dove si può condizionare il giudizio.

«Con estrema puntualità - ha commentato all'Agi l'avvocato delle parti civili Tommaso Navarra - il procuratore generale ha esposto tutti i motivi che rendono infondata l'istanza e ne ha chiesto l'integrale rigetto, invocando più precedenti specifici della Suprema Corte».

La decisione è prevista in serata.

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