Cialente: «Sostenere sport aquilano con fondo etico»

«Esprimo profonda gioia per la promozione in serie B del Paganica Rugby. Un risultato giunto al termine di un campionato condotto con passione e grande determinazione, oltre che con quei valori sportivi e tecnici propri della tradizione paganichese del rugby». Così in una nota, il sindaco della città di L'Aquila, Massimo Cialente.

«Ringrazio per il loro lavoro e per il grande impegno il presidente Virgilio Paiola e l’intero Consiglio di amministrazione che, con tanti sacrifici, portano avanti la squadra, il tecnico Sergio Rotellini, gli atleti e tutti i tifosi, che hanno sostenuto la squadra con passione.

La città dell’Aquila si conferma oggi capitale italiana del Rugby. Abbiamo infatti L’Aquila Rugby in Eccellenza, la Gran Sasso Rugby in serie A e il Paganica in serie B. Dietro questi importanti risultati si cela un grande lavoro».

« Vi sono molte squadre giovanili, un movimento rugbistico che vede centinaia e centinaia di giovani sportivi, - continua il primo cittadino - decine di amministratori di società e migliaia di appassionati.

Si pone, tuttavia, il problema, in un momento economicamente difficile per il nostro comprensorio, di riuscire a sostenere non solo le società impegnate nei loro campionati ma, anche, l’intero settore giovanile che rappresenta un caposaldo sociale e culturale, oltre che sportivo».

«È per questa ragione che rinnovo, ancora una volta, l’invito all’Ance, provinciale e regionale, a sostenere lo sport aquilano, attraverso l’istituzione di un fondo etico, peraltro da loro già avviato, ma anche il settore sociale e quello culturale. Centinaia di imprese, infatti, molte delle quali venute da fuori città e fuori regione, hanno lavorato e stanno lavorando, nel nostro comprensorio, in quello che ormai, di fatto, è divenuto il più grande cantiere d’Europa. Queste imprese hanno lavorato, e continuano a lavorare, per cifre che superano i quattro miliardi di euro».

«Mi appello pertanto all’etica “di azienda” - conclude Cialente nella nota - affinché, nel ricostruire le nostre abitazioni, ci aiutino anche a ricostruire un tessuto sociale dilaniato, attraverso iniziative rivolte, in particolare, i più giovani. Sarebbe triste pensare che grandi e medie imprese che, solo all’Aquila, hanno trovato proficue occasioni di lavoro e guadagno, ritenessero la nostra tragedia come esclusiva fonte di guadagno senza fornire un, seppur modesto, contributo di solidarietà».