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Regione Abruzzo, raffica di ricorsi in vista

Prime avvisaglie della raffica di ricorsi che potrebbero mettere in discussione il nuovo Consiglio regionale proclamato ieri a 17 giorni dalle elezioni: il primo in assoluto a muoversi è stato Alessio Monaco, candidato del centrosinistra nella lista del presidente Regione facile a Chieti, la cui esclusione ha fatto salire a 11 i consiglieri del Partito democratico.

Monaco, che ha raccolto 2.911 preferenze, è ricorso al Tar contestando l'attribuzione dei seggi: da quanto si è appreso, tuttavia, non se la prende con il Pd, ma sostiene che la lista civica Abruzzo civico abbia meno voti sia a livello provinciale che regionale e, a dispetto di questo, ha espresso due consiglieri.

Per il ricorso si è rivolto a Vincenzo Umberto Colalillo, già professore di Diritto costituzionale dell'Università "Federico II" di Napoli e oggi docente in Molise. La seconda grana è Emilio Iampieri, che in una nota ha svelato di aver presentato già prima della proclamazione degli eletti un esposto ai carabinieri per rimarcare come gli siano stati conteggiati meno voti di quelli che in realtà avrebbe.

Iampieri, 3.899 preferenze nella lista di Forza Italia, solo 87 in più delle 3.812 dell'aquilano Luca Ricciuti, ha scelto di intraprendere la via della giustizia ordinaria al posto di quella amministrativa, assistito dal legale Aldo Lucarelli.

«I dati ufficiali relativi al numero complessivo delle preferenze sembrano non corrispondere a quelli reali, che, per quanto mi riguarda, mi risultano essere decisamente più consistenti - scrive Iampieri -. Ho troppo rispetto del voto degli elettori per non sentirmi in dovere di chiedere altrettanto rispetto per ogni singolo voto che mi è stato liberamente dato e farò tutto quanto è nelle mie facoltà per tutelare l'espressione elettorale».