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Schede segnate a Teramo, elezioni appese al filo

di Gioia Chiostri

Il seggio è il numero 50, quello di San Nicolò, e la posta in palio è la fascia tricolore. Parliamo del caso delle schede segnate di rosso che ha letteralmente affondato nell'impasse le elezioni amministrative teramane.

Sarebbero 80, di fatti, le schede appartenenti al seggio n.50 segnate con una comune penna "biro" per volontà del Presidente del Seggio che, per inesperienza, avrebbe causato, in fase di scrutinio, la contestazione di un quinto delle schede "valide".

Un incidente di percorso che ha incastrato nel limbo del ballottaggio il futuro e di Maurizio Brucchi, sindaco uscente di Teramo (Fi) e della sua rivale, Manola Di Pasquale (PD). Il dado delle elezioni sembrava tratto, ma l'incognita dell'annullamento delle schede e la possibilità di ripetere il voto ha fatto barcollare i pronostici che davano per vincente Brucchi.

Le operazioni di scrutinio, nel seggio predetto, si sono chiuse, infatti, alle ore 10.00 di questa mattina, quando è intervenuto il Magistrato per trovare una soluzione al problema 'schede'.

Inoltre, il presidente del Tribunale di Teramo, Giovanni Spinosa, ha nominato una commissione elettorale che si sta insediando ora in Comune e che dovrebbe decidere sull'azione da intraprendere per venire a capo della situazione incresciosa.

Un intoppo che, se sbloccato, potrebbe anche consegnare la palma della vittoria all'ex sindaco teramano. Brucchi, infatti, necessita di sole 60 preferenze in più per passare al 50,01%. Se ciò non accadesse, invece, si presenterebbe all'orizzonte l'ipotesi ballottaggio.

Al momento, con 79 sezioni scrutinate su 80 la situazione è la medesima: Maurizio Brucchi al 49,79% con 16.467 voti; Manola Di Pasquale al 25,10% con 8.301 voti; Fabio Berardini all’8,17% con 2701 voti; Gianluca Pomante al 7,72% con 2553 voti; Graziella Cordone al 4,07% con 1346 voti; Berardo Rabbuffo al 2,60% con 866 voti e, infine, Giorgio Giannella al 2,56% con 848 voti.