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Grillo in Abruzzo per ‘salvare’ casa imprenditore

Maxiressa di cameramen, fotografi e giornalisti all'arrivo di Beppe Grillo al Tribunale di Pescara. Il leader del Movimento 5 Stelle è giunto poco dopo le 15.30 per l'udienza che vedeva messa all'asta la casa di un ex imprenditore, al quale Grillo ha dato il suo sostegno. Oltre alla stampa anche attivisti e curiosi.

«Questo è un caso simbolo - ha detto Grillo - Le case non vanno espropriate e messe all'asta. Lavoreremo con ogni mezzo legale per affermare questo concetto». «La casa - ha aggiunto - è un bene che non si può espropriare e lo diciamo da quattro anni. Non si può pignorare e quando saremo al governo faremo una legge affinché non si possa pignorare la prima casa».

«Fino a febbraio sono rimasto da solo - ha detto l'imprenditore pescarese Silvio Buttiglione - oggi questi ragazzi mi accolgono, Beppe Grillo mi ha adottato come un orfano, mi sento dentro una grande famiglia e non dentro un partito: il partito non c'entra nulla, quasi condivido tutto». Buttiglione è arrivato al tribunale indossando un cartello con scritto "[i]Ex imprenditore, sono rimasto solo, condannato a morte da banche ed Equitalia[/i]". Ha raccontato che all'inizio la sua vertenza economica era di 37 mila euro totali e «oggi vado in udienza per l'asta giudiziaria per la vendita della mia casa, non ho un lavoro, banche ed Equitalia hanno distrutto la mia vita. Ho a che fare con degli usurai». Nelle scorse settimane Buttiglione aveva fatto parlare di sé perché aveva deciso di mettere all'asta un rene pur di salvare la sua casa.

«Questi vanno aboliti, Equitalia è un baraccone che va chiuso», ha detto Grillo all'imprenditore Buttiglione. «Non riescono a prendere i crediti, si fermano al 7 per cento non ce la fanno», ha aggiunto. Grillo ha poi proseguito dicendo che è «giusto pagare i debiti, ma così è impossibile. Dentro Equitalia c'è gente competente che deve essere messa dentro i Comuni perché i Comuni hanno un rapporto diretto con i cittadini - ha proseguito - hanno 500 milioni di stipendi mentre il problema è culturale, sociale ed economico». «Questa è l'usura dell'anima e dei sentimenti», ha detto ancora Beppe Grillo all'imprenditore Silvio Buttiglione riferendosi a Equitalia.

L'asta di vendita dell'appartamento dell'imprenditore è alla fine andata deserta. «Con questa ressa chi si presentava», ha commentato Silvio Buttiglione. Ieri sono infatti scaduti i termini per le offerte e nessuno ha presentato domanda di acquisto per il suo appartamento. Prossima udienza il 5 giugno, questa volta anche con procedura di incanto.

«Abbiamo deciso di organizzare una colletta per pagare il debito di Silvio Buttiglione con banche ed Equitalia», ha annunciato Beppe Grillo uscendo dal Tribunale di Pescara con il vicepresidente della Camera Luigi di Maio.

Intanto Equitalia si tira fuori dalla disputa sulla casa di Buttiglione, messa all'asta per recuperare il debito contratto con una banca dall'imprenditore 'difeso' da Grillo e dal M5s. «La vendita dell'immobile del signor Silvio Buttiglione è stata richiesta unicamente da una banca e non da Equitalia. Di conseguenza eventuali richieste di annullamento della procedura d'asta e di rinuncia alla vendita non devono essere rivolte a Equitalia che non ha alcuna possibilità e nessun titolo per andare incontro a tali esigenze» scrive l'ente di riscossione, ricordando che «Equitalia per legge (decreto legge 69/2013) non può pignorare né mettere in vendita la prima casa, cioè l'unico immobile del debitore adibito a sua abitazione principale. E non può pignorare e vendere altri immobili, diversi dalla prima casa di abitazione, se il debito del contribuente non supera i 120 mila euro». Tali limitazioni, sottolinea Equitalia, «non sono valide per le banche e i creditori privati che possono procedere alla vendita degli immobili per qualsiasi importo del debito, anche se si tratta della prima casa. In base alla normativa vigente, Equitalia, come ogni altro creditore, interviene nelle procedure di vendita, decise e avviate da altri, per tutelare gli importi che il debitore deve allo Stato e ai vari enti pubblici. Solo se il ricavato della vendita fosse superiore a quello necessario a pagare il debito con la banca, la differenza potrebbe andare a coprire parte del debito che il signor Buttiglione ha nei confronti della collettività». Equitalia rimane dunque «a disposizione del signor Buttiglione per fornire la massima assistenza e tutte le informazioni necessarie».