Residenza Campomizzi, gli ‘incubi’ degli studenti

Un gruppo di studenti residenti presso la Casa dello Studente Casermette Campomizzi, attraverso una nota, denuncia «il disagio nei confronti dell’Adsu (Azienda Regionale Diritto allo Studio) per la situazione che si è venuta a creare successivamente all’assenza di un direttore o di un responsabile amministrativo che deliberi al suo posto».

Gli studenti nella nota ricordano «i punti che sono stati piu volte esposti all’azienda». Tra questi, spiegano, «il rinnovo del personale adibito alla vigilanza» e la «scarsa vigilanza sul servizio mensa».

Poi, c'è la «mancata liquidazione delle rate della borsa di studio per molti degli studenti beneficiari, creando molteplici disagi agli stessi e alle loro famiglie, che su questa contano come unica fonte di mantenimento agli studi universitari nella città che li ospita».

Gli studenti denunciano, inoltre, «disagi riguardo l’erogazione di internet in quanto la rete non è adeguata al numero di studenti che ne usufruiscono, causando notevoli disagi per la prenotazione esami e per la consultazione di materiale didattico online» e «la mancata presenza di un numero sufficiente di lavatrici funzionanti (4 per circa 400 studenti) e quindi di un servizio lavanderia adeguato».

Tra i problemi lamentati dagli studenti anche «l’assenza di spazi ludico-ricreativi nei quali i residenti possano ritrovarsi senza arrecare disturbo a coloro che studiano nelle sale adibite».

«Nonostante le ripetute segnalazioni dei suddetti problemi con relative richieste di miglioramenti supportate da raccolte firme, invii di lettere e riunioni con i responsabili - spiegano gli studenti - non abbiamo riscontrato alcun risultato positivo, ma anzi i nostri appelli sono caduti nell’indifferenza di chi invece dovrebbe fare i nostri interessi. Con questa denuncia vorremo rendere pubblica la situazione nella speranza di far sentire la nostra voce, per troppo tempo inascoltata, alle istituzioni, dato che la visibilità in questo periodo elettorale è all’apice».