Piano di sviluppo ‘ecologico’ per il Gran Sasso

Si è svolta stamattina, 3 maggio 2014, presso l’Albergo di Campo Imperatore, la prevista manifestazione per la conversione in chiave ecologica dei complessi turistico-sciistici, a favore della realizzazione di estesi interventi di risanamento e rinaturalizzazione del territorio, contro il “Piano industriale di rilancio del Gran Sasso” e la conseguente «devastazione del territorio del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, promossa dal Coordinamento EmergenzAmbiente Abruzzo 2014, che riunisce 29 associazioni e movimenti per la tutela dell’ambiente della nostra regione».

Alla manifestazione ha formalmente aderito anche la FederTrek (Federazione Nazionale delle Associazioni di escursionismo).

«Alle ore 10:00, - si legge in una nota - nonostante il forte innevamento e le avverse condizioni meteorologiche, si è svolta la prevista simbolica “passeggiata” dall’Albergo di Campo Imperatore verso il Rifugio Duca degli Abruzzi, durante la quale i partecipanti hanno potuto prendere diretto contatto con i luoghi che sarebbero distrutti dall’eventuale realizzazione della nuova seggiovia “Campo Imperatore-Osservatorio”, destinata a sostituire ed ampliare quella preesistente (la “Fontari-Campo Imperatore”), per la quale erano appena stati completati i lavori di revisione e ammodernamento con una spesa di alcune centinaia di migliaia di euro».

«Il bando di gara - si legge ancora nella nota - d’appalto per questo nuovo impianto, pubblicato solo pochi giorni fa dal Centro Turistico del Gran Sasso SpA (cioè dall’Amministrazione Comunale dell’Aquila), ha un valore di oltre 6 milioni di euro e comporterebbe la distruzione della preziosissima vegetazione di alta quota vicino all’Osservatorio, ricca di habitat e specie di interesse comunitario, dov’è anche una stazione di ricerca ecologica a lungo termine della rete mondiale LTER».

{{*ExtraImg_198917_ArtImgCenter_500x333_}}A partire dalle 11:00, si è poi svolto il previsto workshop dal tema “Lo sviluppo in chiave ecologica del Gran Sasso”. Al workshop sono state presentate le linee di fondo per un Piano di sviluppo ecologico del Gran Sasso e del Sirente-Velino (da Bruno Petriccione, ecologo del Touring Club Italiano, e da Daniele Valfrè, naturalista di Salviamo l’Orso e di Altura), le proposte di riattivazione e potenziamento delle ferrovie secondarie (da Claudio Colaizzo, dell’Associazione Transita) e quelle di sviluppo locale attraverso forme di pianificazione integrata (da Angelo Jonas Imperiale, esperto di valutazione di impatto sociale). Bruno Petriccione, infine, ha concluso le relazioni presentando un piano di rinaturalizzazione e risanamento del territorio della Regione, come opportunità di occupazione e sviluppo.

Il Piano di sviluppo ecologico presentato è basato sulla conversione in chiave ecologica dei principali complessi turistico-sciistici, con smantellamento e rinaturalizzazione completa degli impianti obsoleti o inattivi, chiusura e rinaturalizzazione della viabilità minore (es.: SR n. 17 bis di Campo Imperatore dal bivio per Fonte Vetica all'Albergo di Campo Imperatore, SP Colle Corneto di Castelli – Rigopiano di Farindola), la realizzazione di una rete di percorsi per sci fondo-escursionismo (es.: traversata Assergi – Campo Imperatore – Piano di Voltigno, con punti ristoro e restauro dei rifugi pastorali abbandonati), il potenziamento, la sistemazione e la valorizzazione della rete dei sentieri escursionistici, nonché dei Centri Visita e di quelli di ricerca ecologica a lungo termine.

«La realizzazione di estesi interventi di risanamento e rinaturalizzazione del territorio, con opere diffuse di rinaturalizzazione (aree contaminate, degradate e denudate, cave, rimboschimenti a conifere, ecc.) e di difesa del suolo (aree in dissesto, sponde fluviali, ecc.) consentirebbe di ottenere un graduale aumento del valore dei servizi forniti dall’ecosistema (stimato in circa 2-3.000 euro all’ettaro per anno) e di incrementare notevolmente l’occupazione (si pensi che la semplice realizzazione di estesi interventi di rinaturalizzazione nelle aree dell’Aquilano caratterizzate da rimboschimenti con conifere alloctone, 20.000 ettari circa, consentirebbe di occupare ben 10.000 operai per tre anni, a fronte di un investimento complessivo di circa 800 milioni di Euro)».

«Il piano - si legge ancora nella nota - potrebbe essere utilmente finanziato con i fondi già stanziati per l’avvio della realizzazione del “Piano di sviluppo e valorizzazione dell’area aquilana” (cosiddetto “Piano Letta”, che prevede un totale di 200 milioni di euro di investimenti nel settore degli impianti e delle infrastrutture sciistiche), con la modifica della destinazione dei fondi FAS (Fondi per le Aree Sottoutilizzate), 57 milioni di Euro dei quali sono destinati alla realizzazione di nuovi impianti sciistici nei prossimi due anni, e con parte dei fondi assegnati all’Abruzzo nell’ambito del Piano di Sviluppo Rurale 2014-2020 (pari, in totale, a 432 milioni di Euro!)».

Si è poi sviluppato un serrato dibattito, al quale hanno partecipato, tra gli altri, il Vice Presidente della FederTrek Italo Clementi, il rappresentante della Scuola dei maestri di sci del Gran Sasso Luigi Faccia e la Senatrice Enza Blundo (Movimento 5 Stelle).

«Dopo qualche iniziale polemica, tutti hanno convenuto sulla necessità di unire gli sforzi per giungere a proposte comuni tese a rivitalizzare l’economia delle aree montane senza per questo ridurre il valore dei nostri ambienti naturali, ricchi di biodiversità e fonte inesauribile di servizi forniti dagli ecosistemi. Ogni progetto di intervento, si è insistito, deve essere presentato al pubblico, discusso, condiviso e valutato nei suoi effetti ambientali e sociali. Forti critiche sono state espresse per il modo con il quale il Centro Turistico del Gran Sasso SpA ha proceduto alla pubblicazione del bando di gara d’appalto per la nuova seggiovia senza prima presentare il progetto pubblicamente e senza neppure acquisire i necessari Studi di Incidenza e Impatto Ambientale: su tale procedura, sono anche stati espressi forti dubbi di legittimità. Con questa iniziativa, il Coordinamento - si conclude nella nota - intende coinvolgere tutti i cittadini nella richiesta di impegni precisi alle forze politiche che si candidano a governare la Regione Abruzzo: iniziative per promuovere la valorizzazione e lo sviluppo in chiave ecologica delle aree montane, cancellando in particolare i mega-progetti di devastazione ambientale del Parco Nazionale del Gran Sasso e di quello Regionale del Sirente-Velino, mascherati da progetti per la rivitalizzazione dell’economia. Nei prossimi giorni, saranno presentati gli impegni richiesti nel settore della produzione di energia. Tutti i candidati saranno infine chiamati ad assumere pubblicamente questi impegni in un’Assemblea che si terrà il giorno 14 maggio, alle ore 18, presso sala della Circoscrizione "Portanuova" a Pescara (Piazza Grue)».