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Il Caso D’Ambrosio, le ire delle acque

Giorgio D’Ambrosio, ex sindaco di Pianella, deputato dell’Ulivo e uomo di riferimento del Pd pescarese di provenienza Margherita, si sarebbe candidato nelle liste del Centro Democratico, nonostante i mal di pancia dei colleghi di partito e di coalizione.

D'Ambrosio, esponente di spicco del cosiddetto "partito dell'acqua", è stato a lungo a capo dell'Ato numero 4 pescarese, oggi fortemente indebitata e nel ciclone dello scandalo delle acque '[i]quasi buone[/i]' bevute per anni dai pescaresi.

Motivi sufficienti per indurre gli alleati Sinistra ecologia e libertà, Comunisti italiani e Italia dei valori, ma che anche parte del Pd, a considerare D’Ambrosio una candidatura inopportuna, di segno opposto al rinnovamento auspicato.

«Non comprendo le polemiche - ha detto D'Ambrosio - io non ho responsabilità, nessuna cosa di cui pentirmi, nessun motivo per non candidarmi. Dalle accuse relative all’avvelenamento delle acque a causa della megadiscarica di Bussi, sono stato assolto. E sono stato assolto anche al processo sul depuratore di Pescara e lo smaltimento dei fanghi».

«Saranno gli elettori a dire chi è il nuovo e chi è il vecchio della politica - conclude spavaldo e sicuro di sè -, per fortuna si vota alle regionali con il sitema delle preferenze e i conti li faremo alla fine».

A spendersi per D’Ambrosio è stato tutto il coordinamento provinciale del Pd di Pescara che ha votato a favore e all’unanimità per il sì alla sua candidatura. Il Centro democratico lo ha accolto a braccia aperte, in virtù anche della sua appartenenza politica, all’interno del Pd, all’area della Margherita, la stessa dell'amico candidato presidente Luciano D'Alfonso.

«Ora mi dedicherò con il massimo impegno per far vincere la coalizione - dice ancora D’Ambrosio - il Centro democratico è molto forte, e conquisteremo almeno due posti in consiglio».

Ma a scanso di equivoci D’Ambrosio conclude: «Se sarò eletto non mi occuperò di ciclo idrico».

LE REAZIONI

PD: «I candidati per noi sono 239 e non 240»

«Il Partito democratico considera il comportamento di Centro democratico grave e scorretto per aver candidato, all'oscuro della coalizione, Giorgio D'Ambrosio la cui candidatura è stata rifiutata dal Pd per ben due volte».

Il segretario regionale del Pd, Silvio Paolucci, interviene sulla presenza di D'Ambrosio nella lista di Centro Democratico per la coalizione di centrosinistra.

«Al momento per il Pd la coalizione di centrosinistra e il candidato presidente Luciano D'Alfonso, i candidati sono 239 e non 240».

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Mascitelli (IDV): «Candidatura inaccettabile, esca lui o CD esce dalla coalizione di centro sinistra»

«Mettere a rischio la coesione e l’intesa di una intera coalizione per imporre agli altri alleati nomi di candidati non desiderati, è un atto di uno squallore irresponsabile».

E’ la reazione a caldo del segretario regionale dell’Italia dei Valori, Alfonso Mascitelli, alla notizia apparsa in queste ore della candidatura di Giorgio D’Ambrosio nelle liste del Centro Democratico.

«Non vi è nulla di personale e ognuno si assume le sue responsabilità individuali», ha spiegato Mascitelli, «ma i patti vanno rispettati. Il 19 aprile abbiamo sottoscritto, come partiti del centrosinistra, un accordo che impegnava il candidato presidente a garantire che non vi fossero candidature inopportune; consentire oggi al Centro Democratico di infrangere questa intesa, è uno schiaffo alla sensibilità di migliaia di abruzzesi, alla dignità delle altre forze politiche e alla stessa autorevolezza del candidato presidente».

«Non siamo disposti a accettare sveltine di questo tipo», prosegue il segretario regionale, «che minano alle basi un grande progetto di cambiamento messo in cantiere per le nostre comunità».

«Il Centro democratico», ha concluso Mascitelli, «faccia dimettere il candidato, o abbia il coraggio di dichiarare, di fatto, l’uscita dalla coalizione».

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Acerbo (PRC): «Una vergogna nazionale»

Una "vergogna nazionale". Così il candidato governatore di [i]Un'altra Regione[/i], Maurizio Acerbo, commenta la candidatura tra le polemiche di alcuni candidati nelle liste della coalizione che sostiene Luciano D'Alfonso.