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Canonizzazione Wojtyla, sguardi dal Gran Sasso

In occasione della canonizzazione del defunto pontefice Giovanni Paolo II, il 27 aprile nel santuario aquilano di San Pietro della Jenca, a lui dedicato, unico in Europa e nel mondo, si potrà seguire, attraverso un maxi-schermo, la celebrazione solenne presieduta da Papa Francesco in piazza San Pietro.

L’annuncio è stato dato questa mattina, in occasione di una conferenza stampa, dall’assessore comunale alla Cultura Lelio De Santis, dal presidente dell’associazione San Pietro della Jenca Pasquale Corriere e dal rettore del santuario don Luigi Abid Sid.

Nel santuario della Jenca, alle falde del Gran Sasso d’Italia, dove Wojtyla si soffermava spesso in ritiro spirituale nel corso delle sue escursioni “segrete” fuori Vaticano, sono attesi centinaia di fedeli.

«L’area del santuario tanto amata da Giovanni Paolo II – ha spiegato De Santis – deve rimanere integra. Ciò che va valorizzato – ha spiegato – è l’ambiente circostante con l’attuazione di un progetto ecosostenibile già in possesso del Comune, al quale è stato donato da alcuni imprenditori locali. Si tratta di offrire una giusta accoglienza ai tanti pellegrini che frequentano e frequenteranno il santuario con l’installazione di un info point. Qui c’è la fede e un legame stretto tra i cittadini e Karol Wojtyla». L’intervento per una nuova ricettività è già al vaglio della conferenza dei servizi.

Il santuario di San Pietro della Jenca venne catapultato nelle cronache nazionali e internazionali lo scorso gennaio, quando tre giovani si resero protagonisti del furto della reliquia di Papa Wojtyla, custodita nel santuario aquilano. Si trattava di un pezzettino di stoffa intrisa del sangue del pontefice a seguito dell’attentato che subì a San Pietro il 13 maggio 1981. Fu la polizia di Stato, pochi giorni dopo, ad individuare gli autori e a recuperare gran parte dei frammenti della reliquia, contenuti in una teca che i ladri distrussero per cercare al suo interno qualcosa di valore da poter rivendere.

Per Pasquale Corriere quella del 27 aprile sarà «una giornata memorabile». Grazie alla sinergia tra associazione San Pietro della Jenca, Comune e Curia, il santuario potrà diventare una «meta speciale» per i fedeli. «Per L’Aquila – ha osservato – sarà un grande impatto, una svolta per il turismo religioso. Parliamo di una perla alle falde del Gran Sasso che ora spetta a tutti noi valorizzare nel migliore dei modi».

Anche per don Luigi «l’ambiente non deve essere deturpato». «Tra associazione, Curia e Comune – ha aggiunto – c’è una intesa vera di collaborazione affinché si dia giusto risalto al santuario tanto amato da Papa Wojtyla».

IL PROGRAMMA – Alla messa delle ore 10, che potrà essere seguita dal maxi schermo, seguirà, alle 12, quella officiata nel santuario da don Luigi. Alle 15 recita della Coroncina della Divina misericordia e lettura di brani del Diario di Santa Faustina Kowalska. Alle 16 concerto del Coro del Club alpino italiano sezione dell’Aquila. Alle 17 consegna del riconoscimento al personale della squadra mobile della questura per il ritrovamento del reliquiario e della teca contenenti la reliquia di Giovanni Paolo II. Alle 18 solenne concelebrazione presieduta dal neo vescovo di Ascoli Piceno Giovanni D’Ercole, già ausiliare a L’Aquila.

L’AUTOMOBILE DEL PAPA – Venerdì 25 aprile, infine, farà tappa al santuario della Jenca l’auto appartenuta a Giovanni Paolo II. Il tedesco Marek Schramm, che due anni fa acquistò la macchina che fino al 1997 appartenne a Wojtyla, sosterà anche in città prima di recarsi, domenica, a Roma.

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