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Pasqua senza gas, feste amare per i teramani

di Gioia Chiostri

Tutto è nato da una anomalia nel pompaggio del gas a livello centrale. Teramo si è spenta in una notte. Un [i]black out[/i] che è costato caro ai residenti della città e delle zone limitrofe, che, per la Pasqua del 2014, dentro l’uovo di cioccolata non sperano più di trovare il lume dell’allegria, ma quello, molto più pratico, del metano.

Tavole imbandite, familiari che si accalcano attorno all’agnello pasquale (di tofu o meno), passeggiate per le vie cittadine: il ‘contorno’ della festività pasquale di certo non mancherà quest’anno. E’ la portata principale quella che fa acqua da ogni poro. Il disagio teramano del 2014, infatti, non avrà a che fare con il deficit che dilaga nei salvadanai. Quest’anno, un disagio di tutt’altra pasta ha bussato alle porte della provincia abruzzese: senza gas durante le festività, quindi senza riscaldamento, cibo caldo e urgenze simili. Una situazione che si è cercato di mitigare attraverso l'allestimento, presso la Madonna delle Grazie, di una cucina da campo. Ma tutto ciò è bastato? Lo abbiamo chiesto ai residenti.

Buio dentro e fuori: come state vivendo il momento di estremo disagio? Quali sono gli ostacoli più difficili da bypassare? «Ci arrangiamo come possiamo – rispondono - il problema più ostico, per una famiglia, è la gestione delle situazioni più critiche, relative agli anziani o alle persone malate o disabili che hanno bisogno di vivere in determinati ambienti che, sicuramente, non possono essere quelli freddi e privi di acqua calda di questi giorni».

Una cucina da campo per mitigare un po’ la situazione. E’ sufficiente? «Se davvero tutte le utenze saranno ripristinate entro un paio di giorni, allora la cucina potrebbe essere un aiuto per chi non ha possibilità di cucinare, possedendo solo forni a gas, dato che molti esercizi, forni e attività, hanno di molto rallentato la produzione. Anche se, ripeto, per molti il problema è stato il riscaldamento e, in questo senso, non è stata prevista nessuna manovra di emergenza. Fortunatamente l’ospedale può alimentarsi anche a gasolio».

«L’amministrazione comunale – precisa Matteo Rastelli, giovane teramano, da poco laureatosi in Lettere all’Università aquilana - oltre all’allestimento della cucina da campo, da quello che so io, ha predisposto il controllo in città di addetti che passeranno casa per casa con l'intento di riattivare manualmente i rubinetti del gas per evitare pericoli di ogni sorta. Sorge spontaneo, però sottolineare come, cose del genere, non dovrebbero mai accadere. Ma ora, la cosa più importante è la questione di possibili risarcimenti agli esercenti e non».

Tra quando vi hanno detto si potrà tornare alla normalità? «Ci hanno detto che tutte le utenze dovrebbero essere riattivate entro martedì», conclude Rastelli.

Una Pasqua amara, quindi, per le famiglie teramane. Tentando di normalizzare la situazione di fronte a bambini ed anziani - le vere vittime di questo stillicidio di disastri ‘casuali - si racimola un po’ di spirito goliardico e si prova a far baldoria. L’emergenza che azzera gli animi è ancora lontana, fortunatamente, dall’Abruzzo, che si fa forza e resiste.