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Teramo, a passeggio fra le bellezze di ieri

Il Sindaco Maurizio Brucchi presenta il calendario delle Giornate del Patrimonio.

«La manifestazione - si legge in una nota - vuole essere un “saggio” per eventi, sul panorama dei beni e delle esperienze culturali della città in cui viviamo, con l'obiettivo implicito di rendere evidenti beni monumentali e artistici di cui spesso non abbiamo una percezione reale».

«Ciò che tali Giornate sottendono, è un palese invito a riconoscere l’universo dei nostri beni culturali, in cui convivono tradizioni antiche e moderne, linguaggi e forme di sorprendente ricchezza. Ancora una volta si ripropongono problemi e si ricostruiscono panorami ed esperienze comuni. E' in questa luce che occorre pensare una gestione moderna dei beni culturali, anche se le difficoltà oggettive tendono a crescere, seppure alla ricerca di nuovi equilibri e di nuovi modi di convivenza fra economia e politica; su questa strada l'Amministrazione comunale intende procedere anche con questa iniziativa».

{{*ExtraImg_196741_ArtImgRight_334x500_}}Numerosi gli Enti e le Associazioni che hanno dato il loro contributo: Fondazione TERCAS; "Centro di cultura delle donne Hannah Arendt"; lstituto Superiore di Studi Musicali "G. Braga"; Istituto Abruzzese La storia d'Italia dal Fascismo alla Resistenza; FAI Salotto - Delegazione di Teramo; Associazione Culturale "Benedetto Marcello"; "Spazio Tre"; Biblioteca Provinciale Melchiorre Delfico; UNICEF - Sezione di Teramo.

Assai significativa la presenza del professor Philipe Daverio, noto critico d'arte e autore e conduttore del programma televisivo [i]Passepartout[/i], che interverrà Giovedì 17 aprile alle ore 18,00 alla San Carlo, sul Castello della Monica preceduto da un documentario sull'antico manufatto realizzato dal regista Marco Chiarini.

La conferenza sarà preceduta da un incontro con i giornalisti dalle ore 17,30 alle ore 18,00.

Il documentario di Marco Chiarini sul Castello Della Monica, è stato realizzato con uno stile narrativo che ha lo scopo di raccontarne le peculiarità. E’ stato messo in scena un "come se fosse", ambientato agli inizi del Novecento, immaginando Gennaro Della Monica che ritorna a casa, di sera. Per questo, il Castello è stato illuminato con effetti di straordinaria suggestione (alleghiamo foto di Gianluca Pisciaroli). Ha lavorato al film una troupe di 15 persone, tra elettricisti, macchinisti, aiuti, operatori, assistenti e comparse teramane in costume d'epoca, oltre ad a scene con animali. Direttore della fotografia, Gianni Chiarini.

Al video hanno preso parte anche il professor Philippe Daverio e lo storico d'arte Claudio Strinati.