Simona Molinari nel ruolo di Maria Maddalena

di Giovanni Baiocchetti

Giusto il tempo di tornare da Mosca dove i suoi due concerti nel mese di marzo hanno registrato il tutto esaurito che la cantante aquilana Simona Molinari si sta già calando nei panni di Maddalena, il ruolo che interpreterà nel nuovo musical [i]Jesus Christ Superstar [/i]prima del nuovo tour estivo.

Ciao Simona, di nuovo sul palco! Sei pronta?

Stiamo provando; io mi sto esercitando per calarmi nei panni di Maria Maddalena. È un lavoro difficile ma senza dubbio appassionante.

La versione italiana di uno dei musical più famosi di tutti i tempi, Jesus Christ Superstar, compie vent'anni. Come state organizzando il vostro spettacolo?

Il regista del nostro musical, Massimo Romeo Piparo, è riuscito ad ottenere la partecipazione di un protagonista d'eccezione: Ted Needley, colui che fece del personaggio di Gesù un'icona nello storico film di Norman Jewison del 1973. Poi, per la prima volta, abbiamo una rock band italiana protagonista di un musical: i Negrita, che suoneranno dal vivo. Uno di loro, Paul, reciterà il ruolo di Pilato. Poi c'è Shel Shapiro nei panni del "cattivo" Caifa, io reciterò la parte di Maria Maddalena mentre il ruolo di Giuda sarà interpretato da un ragazzo debuttante, anche lui molto bravo.

Quando sarà possibile vedervi?

Saremo al teatro Sistina di Roma per tre mesi, dal 18 aprile al 20 giugno ogni sera tranne il lunedì. Ci sono già diversi sold-out, quindi bisogna affrettarsi a fare i biglietti!

Reciterete anche altrove?

Sì. Ad agosto, settembre e ottobre continueremo a girare. Sicuramente saremo a Milano, poi credo sia confermata anche una data all'Arena di Verona.

Facciamo un passo indietro. Come sono andati i tuoi due concerti a Mosca il mese scorso?

A Mosca ho registrato il tutto esaurito per due sere. Ho potuto cantare in un teatro bellissimo, dove ho trovato un pubblico caloroso. Sono soddisfatta perché a fine concerto, la gente si è alzata in piedi per applaudirmi ed ha apprezzato molto il mio repertorio in italiano. Lì conoscono bene la mia musica perché un'importante radio russa manda in onda alcuni miei brani.

Qual è il pubblico che ti ha dato maggiori soddisfazioni?

Oltre a quella in russia, l'esperienza a New York è stata molto emozionante. Il mio modo di fare musica, che prende spunto dallo swing e dal reggae time, contaminato dall'elettronica, non è ancora popolare in America e, per questo, avevo un po' di paura della reazione del pubblico ad una musica nuova; in realtà, ho avuto un ottimo successo e ricordo la mia esibizione a New York proprio per questo.

Come definiresti il pubblico italiano?

Premetto che adoro l'Italia e che quando canto qui mi sento a casa. Nei miei tour italiani ho potuto capire come ogni regione si esprima musicalmente in modo diverso; io sono stata apprezzata ovunque e questo mi riempie di gioia. Noi siamo abituati ad ascoltare tanta bella musica. In Italia, almeno, la musica e, più in generale l'arte, non mancano affatto.