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«L’Aquila non può più aspettare»

«Dobbiamo riportare L’Aquila ad essere meta di turismo e visite». La città «deve tornare a vivere come luogo di attrazione turistica per aiutare lo sviluppo e la ripresa economica». Lo ha detto il sottosegretario ai Beni culturali, Ilaria Borletti Buitoni, in città per partecipare al Salone della Ricostruzione, parlando delle prospettive per il capoluogo abruzzese. In tal senso, ha aggiunto, «le strategie sono finalizzate innanzitutto al recupero fisico dei beni culturali, nel senso che vanno restaurati, ma quello che preme al governo è che poi, a questo, deve seguire un percorso di valorizzazione».

Affrontando il tema della triste ricorrenza che il capoluogo abruzzese si appresta ad affontare, il sottosegretario ha parlato di «un anniversario triste, anche perché la ricostruzione non ha ancora dato i frutti che deve dare». «Questa città non può più aspettare, né possiamo legare il suo destino alle fluttuazioni politiche, perché è stata una situazione in cui abbiamo dimostrato di non essere capaci di essere italiani», ha detto la Buitoni che, però, ha visto «segni più incoraggianti di quelli che ho trovato quando sono venuta qualche tempo fa», in particolare a luglio del 2013, per la riapertura dell’Oratorio di San Giuseppe dei Minimi, sala concerti in pieno centro.

«Ci sono stati interventi del Kazakistan e della Germania, altri interventi per L’Aquila promessi da nazioni straniere sono rimasti solo promesse. Sarebbe una buona idea sollecitarle e lo faremo», ha aggiunto il sottosegretario parlando della cosiddetta “lista di nozze“, come definita nel 2009 dall’allora premier Silvio Berlusconi, di monumenti distrutti dal sisma del 6 aprile che sarebbero stati proposti da far ricostruire ai Paesi esteri che si erano offerti di aiutare l’Italia. Tra gli altri interventi anche quello della Federazione russa su palazzo Ardinghelli e della Francia sulla chiesa di Santa Maria del Suffragio, nota come “delle Anime Sante”, uno dei simboli dei crolli.

In merito all’annuncio dato oggi dal ministro Dario Franceschini della nomina di un altro vice, al posto di Magani, per il Grande progetto Pompei, lasciando al funzionario veneto la sola e gravosa responsabilità del post-terremoto, il sottosegretario ha detto: «La riconferma del direttore regionale per i Beni culturali Fabrizio Magani è un segno di attenzione e accelerazione da parte del governo». Sul problema delle risorse, la Buitoni ha detto che «mi pare che siano utilizzate e tutti i cantieri hanno una loro scadenza temporale che viene utilizzata. Dopodiché immagino che qualunque intervento ulteriore verrà tenuto in considerazione dal governo in modo prioritario».