Porta Barete e i falsi nemici

di Antonella Calcagni

«Basta gettare la croce sul civico 207» (il palazzo da ricostruire che si trova in corrispondenza dell’area archeologica di Porta Barete). Le 15 famiglie di Via Roma non vogliono essere demonizzate dai favorevoli al progetto di riqualificazione dell’area di Porta Barete.

«Il sindaco continua a dire che non ci vogliamo spostare, ma non spiega le ragioni – riferisce a nome dei residenti Daniela Piancatelli che ha seguito sin dall’inizio la vicenda - : ci sono motivi tecnici che impediscono lo spostamento anche solo di 5 metri del palazzo legati soprattutto al fatto che si andrebbe ad invadere la proprietà privata di un altro palazzo anch’esso da ricostruire. Da persone ragionevoli noi ci aspettiamo che il Comune ci metta a disposizione i tecnici per verificare possibili soluzioni, ma finora sono state fatte solo chiacchiere».

In occasione dell’ultimo incontro il primo cittadino, Massimo Cialente avrebbe ipotizzato il coinvolgimento della proprietà del palazzo contiguo per verificare la possibilità di avviare un esproprio di una porzione dell’area.

«Si tratta di un percorso assurdo – ha continuano la Piancatelli – ci sono 15 famiglie di cui coppie di anziani che attendono di ricostruire con un progetto già approvato e il buono assegnato».

Dunque nessuna chiusura a riccio da parte dei residenti del civico 207, che chiedono solo concretezza al comune dell’Aquila. «Le nostre proposte non sono state prese in considerazione – ricorda la Piancatelli – Tutto sarebbe molto semplice se si consentisse la ricostruzione del palazzo lasciando a vista i reperti e quanto emerso, del resto non sarebbe la prima volta. Basti ricordare quanto accaduto in occasione della costruzione della scuola della Guardia di Finanza oppure della Edimo».

I condomini continuano a nutrire qualche sospetto che tutta la vicenda dei ritrovamenti sia stata montata ad arte per nascondere chissà quale altro disegno: «Il ritrovamento dei ruderi c’è stato a gennaio – ha ricordato la portavoce del 207 – il caso è invece stato creato a luglio. Abbiamo chiesto per quale motivo allora non si è indagato nello stesso modo al di sotto del palazzo che ospitava una pizzeria prima del sisma. Di una cosa siamo certi, ci sembra di capire che c’è la volontà di realizzare un parcheggio a tutti i costi su via Roma, forse interrato.

Infine a complicare ancor più la situazione è stata la decisione della soprintendenza di avviare le procedure per l’apposizione di un vincolo».

Probabilmente i residenti attenderanno ancora prima di ricostruire, ma la misura è colma. Nell’aria c’è anche la volontà sempre più condivisa di avviare un’azione di risarcimento danni contro il comune dell’Aquila.