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Depuratore Avezzano, proteste nella Marsica

Trattori in piazza Torlonia, ad Avezzano (L'Aquila), per una mobilitazione finalizzata a richiedere la messa in funzione dei nuovi depuratori marsicani, condizione ritenuta indispensabile per le attività agricole del Fucino. L'annuncio arriva dal comitato "Acqua nostra", che promuove per venerdì 28 marzo, dalle 9, un'iniziativa insieme al Centro giuridico dei consumatori, al fine di assicurare la messa in funzione dei nuovi depuratori di Avezzano e San Benedetto dei Marsi.

«Tra gli enti che dovrebbero risolvere il problema della depurazione - dichiara Gianvincenzo Sforza del Comitato - regna la confusione più totale ed è per questo che, insieme agli agricoltori, siamo pronti a scendere in piazza anche con i trattori per far sentire la nostra voce, affinché la politica intervenga e ponga fine a questa situazione che rischia di inasprirsi».

LE RAGIONI DELLA PROTESTA - Se venerdì, in segno di protesta, sfileranno i trattori in piazza Torlonia, nel cuore di Avezzano è soprattutto a causa della crescente preoccupazione in merito allo stato di salute dei canali del Fucino. Una situazione delicata, con valori allarmanti riscontrati sin dal 2005, tanto da spingere da parte di agricoltori, residenti e associazioni di categoria a chiedere la messa in funzione dei nuovi depuratori marsicani di Avezzano e San Benedetto dei Marsi.

L'allarme per lo stato delle acque, quindi, non si coglie solo in val Pescara per la vicenda della discarica di Bussi, ma anche nella provincia aquilana al top nell'agricoltura.

Preoccupante, in tal senso, la relazione inviata la scorsa settimana dall'assessore all'Ambiente del capoluogo marsicano Roberto Verdecchia al prefetto dell'Aquila Francesco Alecci, con l'obiettivo di dirimere la controversia istituzionale che potrebbe rallentare l'entrata in funzione dell'impianto di Avezzano, costato 9,3 miloni euro di fondi pubblici.

«Dopo un lungo periodo di silenzio da parte di tutte le amministrazioni coinvolte - ha scritto Verdecchia - ci si è resi conto che la situazione del sistema idrico integrato nel Fucino riserva e ha riservato delle profonde criticità che perdurano da accertamenti effettuati dalle autorità preposte già dall'anno 2005». Una presa di posizione che fa seguito all'appello dell'assessore alle Politiche agricole Mauro Febbo indirizzato alle Autorità di Bacino "Liri-Garigliano-Volturno" affinché si «intervenga e si acceleri il più possibile per la definizione del progetto di prevenzione dell'inquinamento delle acque dei canali del Fucino». «Da qualche anno - ha spiegato l'assessore - l'Arta Abruzzo tiene sotto controllo la qualità delle acque di superficie nei canali del Fucino, su richiesta dell'Asl 1. Purtroppo da quasi due anni gli esiti di tali analisi microbiologiche, effettuate con cadenza trimestrale, rilevano una sempre più marcata presenza di colibatteri fecali, escherichia coli e di salmonella spesso oltre i limiti fissati nelle norme di legge».

Proprio l'esigenza di fare chiarezza e chiedere il ripristino di depuratori funzionanti anima la mobilitazione di piazza di dopodomani.

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