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Pd, L’Aquila perde il treno delle Regionali

di Antonella Calcagni

La sensazione è che anche questa volta il territorio aquilano abbia perso il treno per avere un rappresentante consigliere all’Emiciclo dopo dieci anni di assenza. La partita delle Primarie avrà il fischio finale martedì con la riunione della segreteria provinciale del Pd proceduta domani da quella comunale. Certo, avrebbe avuto più senso votare in contemporanea con le Primarie per il presidente della Regione, così non è andata. «Quand’anche si dovesse riuscire ad organizzare la consultazione – si chiede Moroni pro-primarie di ferro – chi andrebbe di nuovo a votare»?

Non si può non notare un certo masochismo all’interno di quel Pd aquilano che non vuole le primarie o si accontenterebbe, invece, di una consultazione chiusa e fatta per territorio. In questo modo la consultazione non avrebbe senso per l’assessore comunale alle Opere Pubbliche Alfredo Moroni, disponibile a candidarsi come consigliere regionale e pronto ad affrontare primarie aperte e di tutto il territorio provinciale. Il suo, dunque, è l’ultimo appello disperato al partito insieme al segretario Stefano Albano.

«Avevo chiesto tempi rapidi – ha ricordato – a questo punto ho la sensazione che si possa sprecare di nuovo una occasione per L’Aquila». Le primarie chiuse per territorio avrebbero dunque il sapore della farsa, o peggio della resa dei conti all’insegna del solito spirito di sopraffazione.

I papabili, come si ricorderà, sono, oltre ad Alfredo Moroni, anche l’assessore comunale alla Ricostruzione Pietro Di Stefano e Pierpaolo Pietrucci. Una frecciatina a quest’ultimo giunge proprio da Moroni: «Non basta il giovanilismo per parlare di rinnovamento – sentenzia – non occorre uno scontro fra generazioni. L’importante è porre obiettivi e metodi che premino anche il saper fare».

Continuare a tergiversare per Moroni avrebbe come unica conseguenza l’elezione di due consiglieri marsicani. In quel territorio la campagna elettorale è già cominciata da un pezzo. «Poteva essere un vantaggio per l’Aquila il fatto di essere stati colpiti dal sisma in termini di rappresentanza all’Emiciclo, abbiamo perso invece anche questo vantaggio».

Da parte di Moroni giunge l’invito al partito al rinnovamento dei metodi, un obiettivo che può essere raggiunto soltanto attraverso un «lavoro di squadra e non attraverso la logica della sopraffazione».