Sindaco Villalago: «Ordinanza? Strumento contro rapine»

«Sono sorpreso per il clamore che il provvedimento, che mirava ad una più precisa regolamentazione delle vendite porta a porta sta suscitando, è sicuramente maggiore dello sdegno provocato dalla raffica di furti che si stanno verificando a Villalago ed in qualche altro paese della Valle». Così si esprime in una nota il sindaco di Villalago, Fernando Gatta dopo le non felici esternazioni dei suoi concittadini. Pomo della discordia, il rilascio dell'autorizzazione da parte dell'amministrazione comunale per poter svolgere l'attività di vendita a domicilio. la 'furiosa' Univendita ha annunciato ieri che ricorrerà davanti al prefetto.

«L’ordinanza non vieta assolutamente le attività di vendita ma mira ad ottenere una maggiore collaborazione proprio dai venditori regolari che al contrario dovrebbero sentirsi più tutelati, per questo la sorpresa del perché proprio le Associazioni che tutelano gli iscritti regolari non comprendono il senso del provvedimento. In questi ultimi tempi, è di qualche giorno fa la notizia che nella vicina frazione di Scanno addirittura sono stati rubati ad un pastore i pentoloni di rame per fare il formaggio, si sono verificati furti a ripetizione, solo questa è stata la necessità di attivare un provvedimento che scoraggi quei finti venditori che si aggirano a tutte le ore nel paese con il pretesto di vendite simulate per acquisire informazioni utili per poi organizzare furti durante le ore notturne».

«Per dare alle Forze dell’Ordine un ulteriore strumento di controllo e per garantire le tante persone anziane ed indifese dei nostri paesi, alle porte delle quali bussano venditori spesso abusivi è stato emesso un provvedimento ad hoc. E’ necessaria proprio la collaborazione di tutti, comprese le associazioni di categoria, perché il senso dell’ordinanza mira a difendere anche chi con sacrificio paga tasse e contributi, per questo non si comprende l’irrigidimento proprio di chi dovrebbe denunciare gli abusivi».

«Villalago - continua il sindaco - con 589 residenti, non può essere sicuramente preso ad esempio di una città, non ha nessuna appetibilità commerciale da parte dei venditori regolari, al contrario proprio l’isolamento di molte abitazioni dove risiedono persone anziane stimola le attenzione dei malintenzionati.

La Caritas Diocesana di Sulmona ha espresso un vivo apprezzamento all’attenzione e preoccupazione rivolta verso le persone più indifese del nostro territorio montano, in particolar modo verso le persone anziane e sole. Erroneamente è stato riportato che l’ordinanza impedisce il lavoro onesto, questo non è affatto vero, i venditori regolari non dovrebbero far altro che presentare al Comune copia del documento autorizzativo, di cui ne sono già in possesso. E’ vero che è aumentata la vendita porta a porta ma sono aumentati anche i furti nelle abitazioni a danno dei più deboli, per questo occorre comprendere la necessità di una maggiore collaborazione e di qualche sacrificio in più».

«Ribadiamo - conclude - la necessità di una comprensiva collaborazione di tutti ma non vogliamo permettere che l’eccessivo permissivismo si trasformi in favoreggiamento. Ad oggi, al fine di adeguare l’ordinanza alle disposizioni contenute nell’articolo 54 del D.L. 267/2000 la stessa è stata revocata con Ordinanza n.5 del 27.02.14, ed è stato proposto un provvedimento al Prefetto come disposto al comma 4 dello stesso articolo. Fossi stato io un venditore porta a porta “regolare”, avrei sicuramente chiesto da tempo un provvedimento per una maggiore tutela della categoria».

«Mi auguro di poter ricevere la collaborazione di tutti, dello stesso Prefetto, dei venditori regolari, delle associazioni di categoria e dei cittadini ai quali credo di aver dato una risposta decisa ad un fenomeno in crescita, al contrario il sottoscritto non è nella condizione di attuare altre iniziative che possano tutelare meglio la popolazione».